Bloccare l'età pensionabile costerebbe 1,2 miliardi

I sindacati chiedono, prioritariamente, che si scongiuri l'adeguamento automatico alla speranza di vita che scatterebbe nel 2019, incrementando ulteriormente l'età pensionabile e secondariamente il varo di una forma di "pensione contributiva di garanzia" per assicurare un futuro previdenziale dignitoso ai giovani lavoratori penalizzati da carriere lavorative discontinue e dal calcolo contributivo integrale dell'assegno pensionistico.

Evitare di far salire l'età pensionabile di pari passo con l'aspettativa di vita costerebbe circa 1,2 miliardi di euro. Per questo motivo le organizzazioni sindacali convocheranno un altro incontro politico al fine di mettere in discussione alcuni interventi che possano introdurre una flessibilità pensionistica oltre all'individuazione di nuove risorse.

Di seguito le ultime novità sulle pensioni a riguardo. Il risultato - stante la riforma Fornero - sarebbe che dal 2019 si andrebbe in pensione a 67 anni, donne e uomini, senza distinzione. In base alle previsioni Istat, a gennaio 2019 la pensione di vecchiaia dovrebbe salire a 67 anni, poi a 67 anni e 3 mesi nel 2021, 68 anni e 1 mese nel 2031, 68 anni e 11 mesi nel 2041, 69 anni e 9 mesi nel 2051.

La richiesta di stop all'aumento dell'età pensionabile è stata trasversale, da destra e sinistra.

Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, ha sottolineato come "anche il parlamento si sia schierato per impedire l'aumento", ricordando l'appello 'bipartisan' dei presidenti di Cesare Damiano e Maurizio Sacconi.


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