Bimba di 16 mesi morta a Roma, aveva morbillo

A tre mesi aveva contratto una meningite e da allora era seguita dagli esperti del Bambino Gesù di Roma. A confermarlo le analisi dell'Istituto Superiore di Sanità che rende noto che la bambina aveva contratto il tipo cosiddetto "selvaggio" del virus. Secondo gli esami medici e le analisi effettuate sulla piccola, non c'erano dubbi: la bimba era stata a contatto con qualcuno affetto dal virus del morbillo, insinuatosi poi dentro di lei in maniera selvaggia. Davanti a patologie pregresse era doveroso vaccinarla? "I risultati hanno dato ragione a questa seconda tesi", afferma Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive e presidente della Società italiana di Pediatria. Ad aprile, proprio in quello ospedale, perse la vita una bambina di 9 anni che aveva contratto il virus del morbillo. "Il vaccino non ha fatto effetto perché la piccola aveva già in incubazione la malattia - ha aggiunto l'infettivologo - Se c'è in giro il virus selvaggio e ci si vaccina, nessuno finirebbe comunque con l'ammalarsi". Il motivo anche qui è piuttosto semplice. "Quando è arrivata - conclude - lo stava già incubando". Per questo, purtroppo, il vaccino non ha potuto garantire la protezione adeguata. Hanno notato subito che la bambina era affetta da altre patologie. Si tratta ovviamente del solito complotto mediatico per inventare "l'allarme morbillo" e spaventare i genitori free-vax facendoli passare per untori. Oggi, l'ospedale ha pubblicato un comunicato in cui ha spiegato che la neonata era positiva al virus del morbillo.

Sono invece in corso di accertamento gli esami anatomo-patologici per verificare il nesso causale tra la malattia e l'evento fatale, ovvero l'arresto cardio-respiratorio irreversibile sopraggiunto nella serata del 28 giugno.

L'epidemia di morbillo che si sta diffondendo in questi ultimi mesi preoccupa davvero molto l'intero ambiente sanitario.

"Invito tutti i Paesi endemici ad adottare misure urgenti per fermare la trasmissione del morbillo all'interno delle loro frontiere, e tutti i Paesi che hanno già raggiunto questo obiettivo di mantenere alta la protezione tramite copertura immunitaria".


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