Beni culturali: Maroni, soddisfatti per nuovo sito Unesco

Per l'Italia entrano quindi tra i tesori le mura di difesa di Bergamo, quelle Palmanova in provincia di Udine e il gioiello veneto di Peschiera del Garda.

Bergamo si veste a festa per celebrare l'ingresso nella lista dei siti Patrimonio dell'umanità UNESCO: la città festeggia oggi il prestigioso riconoscimento delle proprie Mura con una serie di iniziative semplici e pensate per informare i bergamaschi del successo del progetto iniziato nel 2007. Attualmente è l'elemento caratteristico della città e nota meta turistica che - grazie al riconoscimento dell'Unesco - potrà certamente incrementare l'interesse di molti italiani e non solo.

"Questo importante risultato - dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - conferma il forte e pluriennale impegno dell'Italia nell'attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale Unesco".

Le antiche faggete

"Le faggete della Foresta Umbra - spiega Alfredo Di Filippo dell'Università della Tuscia di Viterbo (DAFNE) che ha seguito tutti i siti italiani candidati al riconoscimento UNESCO - sono uniche in Europa per il loro aspetto maestoso e l'elevata biodiversità, grazie all'elevatissimo grado di conservazione di questi siti rifugiali in ambiente Mediterraneo". L'opera difensiva che la Repubblica di Venezia costruì tra il 1561 e il 1588 diventa, così, il 53esimo sito Unesco italiano, culminando un percorso intrapreso dal 2007 che ha portato all'inserimento di Bergamo e di altre cinque città (Palmanova, Peschiera del Garda, Zara, Sebenico e Cattaro). "Un'opera preziosa che consente al nostro Paese di mantenere il primato del numero di siti iscritti alla Lista e di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale".

Sono 53 e sono tantissime: un record mondiale. Comunque non è che per certi versi (molto di politica internazionale) la 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale sia filata completamente liscia, considerando quante polemiche, e non sopite tensioni, si sono sviluppate per l'attestazione di Sito UNESCO alla "Tomba dei Patriarchi" che è stata assegnata allo stato di Palestina. Tra Basilicata e Calabria c'è la Foresta vetusta di faggio di Cozzo Ferriero del Parco nazionale del Pollino, che si estende per circa 70 ettari, con piante di quattro secoli.


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