Aids, bimba guarita da Hiv: da 8 anni senza farmaci

Oltre a quello della bimba sudafricana, la cura precoce del virus - prima che aggredisca in modo pesante l'intero organismo - è stata tentata solo in altri due casi: quello della cosiddetta Mississippi baby, la bimba sottoposta alle terapie a sole 30 ore di vita e "guarita" per 27 mesi prima che il virus ricomparisse, e una ragazza francese che da molti anni è libera dal virus, pur non prendendo farmaci.

Certo, il virus è ancora lì e non è stato ancora sconfitto, poiché al contrario del Hcv, il virus dell'epatite C, l'Hiv è molto più insidioso, poiché si forma sotto il sistema immunitario creando dei veri e piccoli depositi che nemmeno i farmaci possono attaccare. Insomma una cura molto precoce, come è avvenuto nel caso di questa bambina, potrebbe portare a un lungo periodo di remissione del virus. Ma soltanto mandato in remissione, cioè che la persona resta infetta ma non è contagiosa, perché il virus circolante non si replica ma dovrà ospitarlo nel proprio sistema per sempre.

Progressi nella lotta all'Aids: una bambina di 9 anni è nata con l'HIV ma adesso sta bene. La notizia è stata annunciata nel corso di un meeting internazionale sull'Hiv dell'International Aids society, la Ias conference on Hiv science 2017, che si svolge a Parigi fino al 26 luglio. La maggioranza dei pazienti risponde allo stop dei farmaci con una risposta virologica aumentata, ma nei bambini trattati molto subito dopo la nascita sembrerebbe che la reazione sia diversa.

Lo studio, finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases americano, è diretto da uno dei massimi esperti del settore, Anthony Fauci, il quale afferma che se questo tipo di approccio precoce, in grado di tenere sotto controllo l'infezione per periodi di tempo prolungato funzionasse, potrebbe avere un impatto enorme per la gestione dei milioni di persone sieropositive nel mondo. I livelli del virus nel suo sangue si sono ridotti fino a che l'Hiv non è stato più rilevabile e la terapia è stata interrotta. I ricercatori hanno ammesso di non sapere perché la bambina sudafricana sia l'unica tra 410 casi, curati nella stessa maniera, ad aver raggiunto la remissione per un periodo così lungo, ma ne sono comunque felici. I trattamenti attuali però, lungi dall'essere una cura definitiva, si limitano a mantenere l'infezione sotto controllo e l'unico caso noto di guarigione da Hiv rimane, appunto, quello del paziente di Berlino, un uomo sieropositivo colpito da leucemia, che in seguito a un trapianto di midollo osseo non ha più mostrato i segni dell'infezione.


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