Vivo e Qualcomm lanciano il primo lettore di impronte integrato nel display

Neanche il tempo di aprire i battenti e dal Mobile World Congress in corso a Shanghai deflagra la prima bomba.

Qualcomm ha presentato, innanzi tutto, Fingerprint Sensor, una soluzione ultrasonica di riconoscimento delle impronte digitali di nuova generazione che aggiunge nuove funzionalità ancora più avanzate rispetto alla precedente versione della tecnologia, Snapdragon Sense ID.

Ultimamente abbiamo assistito a indubbi passi avanti su design e display - vedi Galaxy S8 o LG G6 - che mal si sposavano con l'esigenza di proteggere i propri dati, in qualche modo.

Per finire Qualcomm ha annunciato che un sensore analogo sarà disponibile anche per essere messo sotto il metallo o il vetro ma arriveranno in un secondo momento ma potrebbe aprire le porte a nuove integrazioni, come lettori di impronte collocati direttamente sotto la scocca o per uso business.

In realtà il lettore di Qualcomm non si limiterà solamente a leggere le impronte digitali ma potrà anche sentire il nostro battito cardiaco e flusso sanguigno, una cosa che i tradizionali lettori di impronte capacitivi non possono fare. I nuovi sensori di Qualcomm funzionano su schermi OLED spessi 1.200 μm, mentre per vetro fino a 800 µm e 650 µm per l'alluminio. I sensori di impronte digitali Qualcomm per vetro e metallo sono progettati per essere compatibili con le piattaforme mobile Snapdragon 660 e 630 annunciate di recente e i sensori Qualcomm per impronta digitale, vetro e metallo sono progettati per essere compatibili con le piattaforme Snapdragon Mobile e le piattaforme non Snapdragon. Un upgrade sulla precedente generazione, ferma a 400 micron.

La tecnologia del lettore sotto i pannelli OLED è già stata trasmessa ai produttori e la vedremo sugli smartphone in uscita a fine 2017. Non ci sarà bisogno di aggiornamenti, ha svelato Seshu Madhavapeddy, dirigente di Qualcomm.

Dite che è arrivato, il futuro?


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