Senatore PD provoca: 'Renzi è come la Juventus'

E' assedio nel PD al segretario Matteo Renzi, dopo la batosta incassata alle elezioni amministrative. "Il Pd è nato per unire il campo del centrosinistra non per dividerlo", ha scritto allegando un grafico con il trend dei voti del Pd a Genova, Verona, Parma e l'Aquila dal 2012 al 2017. Non è certo sorprendente che Renzi abbia provato subito a scaricare sugli altri, tutti quelli che tifano per un ulivo 2.0, la responsabilità della sconfitta alle amministrative. Nessuno nel partito ha apprezzato i toni usati dal leader per commentare i risultati disastrosi dei ballottaggi, che con un grafico pubblicato su Twitter ha cercato goffamente di dimostrare l'esito non negativo per i democratici. E il ministro Andrea Orlando: le parole di Prodi "evidenziano il disagio che c'è in tutto il Pd". Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera.

Il Partito Democratico si ritrova all'ennesimo bivio della sua breve e intensa storia: confermare il mutamento centrista indotto da Renzi [VIDEO] o tornare a solcare i mari progressisti? "Intanto l'ho messa nello zaino", dice Romano Prodi evocando l'uscita dal Pd dopo aver letto sui giornali le critiche di Renzi a quanti "invocano una coalizione di centrosinistra larga il più possibile" facendo così "il gioco del centrodestra".

È una giornata particolare, in cui Renzi ricorda l'iconografia di San Sebastiano, perché in effetti viene trafitto un po' da tutti: con diverse sfumature lo attaccano, lo criticano, lo indeboliscono, da Prodi a Veltroni, dal sindaco Sala ai ministri Franceschini e Delrio.

Poi, non si deve dimenticare, Enrico Letta il "serenato" che da allora non ha in mente che una cosa: la vendetta. Un tema che terrà banco nei prossimi mesi è che è destinato a infiammare sempre più il dibattito interno al centrosinistra. E il giornale diretto da Marco Travaglio, che con l'ex premier non ci è mai andato troppo per il sottile, illustra il "concetto" così, in prima pagina, con ferocia assoluta. Il Pd è l'unica forza che parla di contenuti: "se si parla di contenuti non abbiamo nulla da perdere". Salvo poi riemergere come padre nobile del Partito e bacchettare il segretario.

Senza dimenticare le esternazioni di Stefano Bonaccini: "ci sono pezzi di società che stanno voltandoci le spalle", anche perché " quando ti senti autosufficiente rischi di sfiorare l'arroganza". Con la manovra economica che incombe e la campagna elettorale ormai iniziata, la strada per Renzi, oltre che per il governo Gentiloni, al momento sembrerebbe essere in salita.


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