NBA Finals, titolo a Golden State

Le rotazioni, in apertura di seconda frazione di gioco, non fanno bene ai Warriors che non riescono minimamente a sciogliersi, ad avere flusso, regalando così un mini vantaggio di +8 (41-33) a Cleveland con Steve Kerr che si rifugia immediatamente nel timeout.

I neo campioni NBA boicottano la tradizionale visita alla Casa Bianca dopo la vittoria del titolo: la decisione è stata presa all'unanimità dalla squadra e dallo staff tecnico. La carica, però, Golden State la suona al 41esimo punto messo a referto dagli ospiti, con Durant che inizia lo show e porta i suoi a un parziale mostruoso di 28-4 che fiacca la resistenza strenua di Irving (scatenato nel primo quarto) e compagni. La sua Gioconda, completata magistralmente con un'incredibile prestazione in Gara 5 che ha definitivamente abbattuto i folli sogni di titolo dei Cleveland Cavaliers. C'è spazio anche per l'MVP delle Finals del 2015, Andre Igoudala, che trionfa e si riscatta segnando 20 punti, giocando 38 minuti e difendendo su James nei minuti finali. Il sigillo è arrivato col 129-120 di gara-5, con 39 punti di Kevin Durant, MVP delle Finals a 35,2 punti di media, il motivo per cui Golden State, resa irresistibile dal suo arrivo in estate, era condannata a vincere.

Dopo il successo ottenuto sul parquet di casa un'altra vittoria nel secondo elimination game consecutivo non era un'utopia per i Cleveland Cavaliers, ma fin dal principio tutti i presenti sapevano perfettamente che per ottenerla sarebbe servita un'altra partita perfetta... "Oggi il titolo è solo la ciliegina sulla torta - ha raccontato Durant dopo la premiazione -". "E veramente un grande gruppo di ragazzi, una grande comunità, una grande arena, grandi fan". Volevo solo essere me stesso, ed è così che mi sono comportato per tutta la stagione. - Cleveland ha capito che gli manca del talento per essere al livello dei Warriors. "Sono felice per Kevin, da oggi si può definire un campione", ha dichiarato il capitano con una battuta ironica ma senza malinteso retropensiero. Ha detto di non cercare la vendetta su chi lo prendeva in giro e lo criticava, ma di aver lavorato al massimo giorno per giorno, "nessuno lavora più seriamente di me, sapevo che prima o poi ce l'avrei fatta". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.


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