Ius Soli, CasaPound: "manganellate mentre andavamo a mani alzate verso il Senato"

A un tratto, irrompendo al tavolo del governo, qualcuno ha spinto il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli. In questo modo, dal prossimo 20 giugno il Senato potrà discutere direttamente in Aula di Ius Soli, come richiedono tante organizzazioni e associazioni democratiche e cattoliche, dalla Cgil, alla Uil, alla Cei. Per evitare lo stop dei lavori Grasso revoca l' espulsione di Volpi chiamandolo comunque a rispondere "nelle sedi competenti" per l'accaduto.

Il Senato accelera sullo ius soli tra le proteste della Lega che costringono addirittura il presidente Pietro Grasso a espellere un senatore del Carroccio (scelta poi revocata) e a far portare fuori dall'Aula il capogruppo Centinaio. "Un precedente così neanche l' arbitro Moreno!", commenta Calderoli.

Secondo quanto si apprende le sarebbero stati messi di cerotti e le sarebbero stati somministrati degli antidolorifici.

Su proposta della capogruppo di Sinistra Italiana, Loredana de Petris, il Ddl sullo Ius soli è stato poi incardinato nel calendario dell'Aula proprio per superare l'ostruzionismo della Lega, che ha presentato 8mila emendamenti. Secondo alcuni esponenti del Pd la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli, seduta nel banchi del governo, è stata spinta ed è caduta: si trova in infermeria dove le è stato applicato un cerotto con antidolorifico al gomito destro.

Vale la pena di ricordare che la proposta in discussione è una sorta di "ius soli temperato", poiché non assegna la cittadinanza "per nascita", ma introduce nuove norme che legano l'acquisizione della cittadinanza al possesso di determinati requisiti (qui la nostra scheda di approfondimento).

Il Ddl, che prevede l'approvazione di una legge di cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione in Italia, giungeva oggi in Senato dopo una frenata legislativa lunga due anni, che vede la ferrea opposizione di Lega e Forza Italia oltre all'astensionismo targato M5S. "Ci dispiace davvero - prosegue il segretario di SI - che nel terzo millennio non tutte le forze politiche vogliano riconoscere diritti sacrosanti, e facciano sceneggiate indecorose nelle aule parlamentari o scoprano all'ultimo momento la propria contrarietà, solo per interessi di bottega elettoralistica".


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