Ius soli, al Senato si scatena la bagarre

Oggi è stato Beppe Grillo in persona, attraverso il consueto post sul suo blog, a spiegare questa scelta definendo il testo un "pastrocchio invotabile" che, a parere suo, tiene il parlamento in ostaggio il Parlamento impedendogli di approvare provvedimenti utili agli italiani.

Ieri in Senato era in discussione il disegno di legge sullo ius soli.

Il capo pentastellato, come suo abitudine, non ha mancato di lanciare violente stilettate al Governo, reo di non proporre misure adeguate ad aiutare i cittadini.

L'Italia, al momento, è uno dei paesi dove non è ammesso lo Ius soli. "Il Senatore Centinaio e altri, che eventualmente volessero usare il metodo dello scontro fisico, sappiano che ogni iniziativa che travalichi la legittima espressione di dissenso, sia in Aula che fuori, da parte di chicchessia non potrà che vedere coinvolte le Procure della Repubblica italiana e la Giunta per le elezioni e per le immunità", ha concluso il senatore socialista. Inaccettabile per loro la legge che supera lo ius sanguinis e concede la cittadinanza italiana ai bimbi nati da genitori stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo, o che abbiano concluso un ciclo di studi in Italia. E ancora, ragazzi e ragazze che si sentono "bolognesi", che frequentano i licei della città, alle volte l'università, ma sui documenti continuano ad essere cittadini stranieri.

BOLOGNA - Oltre 8.000 bambini nati sotto le Due Torri da genitori stranieri diventerebbero i "nuovi bolognesi" se la legge sullo Ius soli diventasse realtà. Ammesso che questo sia sufficiente a sbloccare l'impasse di una legge ferma in Senato dall'ottobre 2015.

Perché lo Ius Soli è arrivato nuovamente al Senato con il bisogno di un DDL? Sono i voti da primo della classe di un bambino che frequenta la prima elementare.

Contrari al provvedimento, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega.

Dobbiamo ricordare che tra i Paesi europei con il più alto numero registrato di migranti, siamo gli ultimi, o quasi, nel riconoscimento dello ius soli: Germania, Francia e Inghilterra ci stanno ormai davanti.

Un cambiamento importante, che ha dato il via ad un acceso dibattito in aula, a tratti anche sopra le righe, tra chi considera il mutamento che propone la legge un traguardo necessario e chi invece non condivide queste novità.

Dunque i figli di chi non è in regola, di chi ha permessi di soggiorno temporanei e di chi non è stabilito in Italia da almeno 5 anni non avranno accesso alla cittadinanza. "Ma o fanno un maxiemendamento che poi per forza deve tornare alla Camera, o devono mettere quattro fiducie", gongola Roberto Calderoli, conoscitore astuto dei regolamenti parlamentari. Prima un sonoro "vaffa" verso il presidente Grasso da parte del senatore Raffaele Volpi che gli costa l'espulsione (poi revocata per non interrompere i lavori), poi una piccola pattuglia guidata dal capogruppo Centinaio che, armata di cartelli "No ius soli" occupa i banchi del governo con l'obiettivo di sospendere la seduta e dilatare i tempi.


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