Inps, in arriva quattordicesima a 3,5mln pensionati

Qualche giorno fa il presidente dell'Inps, Tito Boeri, lo aveva anticipato a Radio anch'io: la platea dei beneficiari delle nuove 14esime in pagamento il 1° di luglio vedrà crescere del 1.500% gli ex dipendenti pubblici. Nel complesso avranno la quattordicesima 3,57 milioni di pensionati rispetto ai 2,14 milioni del 2016 per una spesa complessiva di 1,7 miliardi rispetto 854,7 milioni dello scorso anno. La legge di bilancio ha previsto un aumento dell'importo di quattordicesima per i beneficiari con una pensione pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo e l'estensione del beneficio ai pensionati con assegni compresi fra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo. Di questi, spiega la tabella Inps, circa 2 milioni di ex lavoratori privati e pubblici denunciano una pensione poco sopra i 9mila euro annui (1,5 il trattamento minimo) e in 1,45 milioni, invece, percepiscono un assegno di circa 13mila euro (tra 1,5-2 volte il trattamento minimo).

La prima novità riguarda l'ampliamento del numero di beneficiari della quattordicesima a partire dal 2017. I risultati sono interessanti.

Nel calcolo del reddito non viene compreso quello del coniuge, nè l'indennità di accompagnamento o il reddito della casa di abitazione. Dalle ultime notizie pensioni ad oggi si dovrà provvedere alla compilazione di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che certifichi il possesso dei requisiti anagrafici e contributivi alla data della domanda o entro l'anno.

La quattordicesima spetta ai pensionati con almeno 64 anni e con un reddito complessivo individuale fino ad un massimo di 2 volte il trattamento minimo (ossia circa 1.000 euro al mese, per l'esattezza fino a 13.049,14 euro annui). Comunque i patronati sono a disposizione di tutti i pensionati per capire l'evoluzione del proprio assegno pensionistico. Sono infatti giunti in Gazzetta Ufficiale i tanto attesi decreti attuativi riguardanti l'APE sociale e la pensione anticipata tramite Quota 41. Tuttavia, occorre considerare una riduzione degli alti livelli di spesa pensionistica nel medio periodo, in modo da risolvere le pressioni fiscali che persisteranno finché i vantaggi derivanti dalle riforme del sistema non si concretizzeranno nel lungo periodo. "Occorrerebbe migliorare il targeting, razionalizzare i programmi di previdenza sociale ed ampliare il programma di reddito di inclusione nell'ambito di un piano universale anti- povertà".


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