Donna morta dopo digiuno-terapia, come difendersi dalla disinformazione alimentare

Una donna sarda di 57 anni, malata di sclerosi multipla, si era rivolta ad un medico di Perugia (che risulterebbe regolarmente iscritto all'albo e che avrebbe conosciuto facendo ricerche online) per perdere peso seguendo una terapia a base di agopuntura e digiuno.

Ovviamente sotto accusa è finito il digiuno a cui si è sottoposta la donna per settimane, che con ogni probabilità l'ha portata alla morte. Egli si è chiuso in un silenzio stampa invalicabile ma il suo avvocato ha voluto precisare che "la paziente era andata dal mio assistito per alleviare i sintomi della sclerosi multipla e aveva avuto dei miglioramenti". L'uomo ha subito sporto denuncia al posto fisso di polizia presente sul posto e ha raccontato tutta la storia della dieta folle che sua moglie stava seguendo su indicazione del medico.

Il medico era probabilmente convinto della 'bontà' della sua dieta, tanto che sul sito web la descriveva come la: "migliore delle diete per sconfiggere ed eliminare i più pericolosi nemici della nostra salute, cioè tutte le sostanze inquinanti e tossiche, sia esogene che endogene". "La sclerosi - dice - è stata la prima patologia autoimmune su cui abbiamo verificato l'efficacia terapeutica del digiuno e quella di cui abbiamo una maggiore casistica ed esperienza operativa". La terapia a cui aveva sottoposto la donna Melilli Roia consisteva nel bere tre litri di acqua al giorno, al massimo tisane e bevande decaffeinate, e se proprio non ce la faceva a resistere poteva mangiare qualche spicchio di mela o un brodo caldo.

Per sottoporsi alla cura la cinquantasettenne aveva appositamente raggiunto Perugia dalla Sardegna.

In attesa dell'autopsia, che stabilirà le cause certe della morte, è plausibile che la donna sia incorsa in iponatriemia, una condizione questa che si innesca quando la concentrazione di sodio nel sangue è bassa in modo anomalo. La donna infatti è morta mentre veniva trasportata in ospedale. La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo: il magistrato dovrà nominare un consulente tecnico d'ufficio per eseguire l'autopsia sul cadavere della 57enne.


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