Corte dei Conti: ripresa troppo modesta, agire sul debito

Nuovo allarme della Corte dei Conti sul fenomeno della corruzione, che è "devastante", e sull'alto livello di debito pubblico che rende vulnerabile l'Italia, già in ritardo nel percorso di ripresa rispetto agli altri Paesi europei. "Dunque, il numero uno della Corte dei Conti lancia un appello affinché l'Italia mostri una ferma determinazione a perseguire una duratura riduzione del debito pubblico, garantendo il rispetto dei vincoli costituzionali introdotti nel 2012".

Gestione finanze ok, ma rigore è via obbligata Nel suo intervento introduttivo della seduta, il presidente Arturo Martucci di Scarfizzi sottolinea positivamente come i dati di finanza pubblica "confermano la buona tenuta dell'azione, ormai di lunga durata, di controllo della spesa". "I risparmi di spesa sono un fattore essenziale, poiché liberano risorse, ma non sufficiente, in quanto queste ultime devono essere poi indirizzate al sostegno degli investimenti pubblici che contribuiscono a generare sviluppo economico" ha detto il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, aprendo la relazione sul rendiconto generale dello Stato.

La spesa pubblica va ridotta ulteriormente, le spending review non hanno inciso. Tuttavia l'indirizzo rigoroso impresso alla gestione della finanza pubblica "non deve essere visto come l'adesione a regole imposte dall'esterno", quanto piuttosto la via obbligata da perseguire responsabilimente poiché il costo che deriverebbe da un rinvio del percorso di aggiustamento si rivelerebbe "oneroso e permanente".

Vengono praticamente bocciate le iniziative che sono state adottate per la spending review. E' di conseguenza "ancora attuale la necessità di una revisione attenta di quanto può, o non può più, essere a carico del bilancio dello Stato, in un processo di selezione della spesa attento a non incidere negativamente sul potenziale di crescita del Paese". Aveva inoltre fornito nei giorni scorsi i dati sul periodo 2014-2017 con tagli di spesa per 30 miliardi di euro. Il Procuratore Galtieri ha anche aggiunto: "Il sistema, nel complesso, è scarsamente efficace per assicurare legalità ed efficienza, e per contrastare quei comportamenti illeciti i cui effetti negativi sulle risorse pubbliche sono, spesso, devastanti". Secondo i magistrati contabili, "i rilevanti effetti distorsivi che le irregolarità e gli illeciti penali, proprio nei settori in cui è più alto il livello della spesa, come quelli della sanità, della realizzazione di opere pubbliche e della prestazione di servizi, richiedono un approccio più sostanziale che, superando talune impostazioni dottrinarie astrattamente fondate, assolutamente inadeguate in concreto, affronti il fenomeno della corruzione in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno stesso e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento".


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