Consip, Ferrara indagato da procura di Roma per "false informazioni ai pm"

Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sugli accertamenti in corso.

Secondo quanto viene riferito, però, il governo, e in particolare il ministero dell'Economia, avrebbe scelto di far saltare il Consiglio di amministrazione della società innanzitutto per garantire il buon nome dell'azienda: ora infatti dovrà essere convocata a breve l'assemblea per la nomina dei nuovi vertici, compito che spetterà proprio all'Ad Marroni.

Proprio ieri Ferrara è stato sentito come teste nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma, mentre il Pd ha chiesto con una mozione parlamentare il rinnovo "in tempi brevi" dal momento che "sulla Consip pendono sia un'inchiesta giudiziaria per accertare reati penalmente perseguibili che vedono coinvolti a vario titolo l'amministratore delegato e dirigenti della società, sia un'indagine della Corte dei Conti per irregolarità su alcuni incarichi concessi a legali esterni". Anche Ferrara, a quanto pare, gli avrebbe detto che erano entrambi intercettati. Sul fronte rivelazione del segreto d'ufficio, Marroni ha sollevato ombre anche su Filippo Vannoni, presidente di Pubbliacqua, Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana dei carabinieri, e il ministro Luca Lotti. "Del resto Padoan ha respinto già due volte quelle di Marroni". Il caso Consip sarebbe così tornato in aula tre mesi dopo la mozione presentata dal Movimento 5 stelle per chiedere le dimissioni del ministro Luca Lotti. "Quindi venendo incontro al segnale politico, ma ribadendo la difesa di Consip è stato deciso da parte del Mef di accelerare il ricambio".

SALVINI: MARRONI RESTI E PARLI - "Marroni deve parlare - incalza Matteo Salvini, ospite oggi di Maria Latella su Sky Tg 24 - Se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato".


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