Comunali, flop M5S: fuori dai ballottaggi. Torna il bipolarismo

Un'Italia delusa e senza speranza ha rinnovato il rito elettorale. Segue il MoVimento 5 stelle con l' 8,7% mentre terzo e quarto posto se lo aggiudicano Forza Italia e Lega Nord, con risultati molto vicini tra loro (6,8% l'uno e 6,7% l'altro). E con le parole di chi poteva essere il volto buono in una giornata nera: "I cittadini ragionano con la propria testa, la città è stata abbandonata dal movimento e questo se lo sono ricordati". Sotto le attese l'affluenza che in questa tornata ha chiamato alle urne 9,2 milioni di italiani in 1.005 comuni. "E non sa governare", poi si riflette sui rapporti con i possibili alleati. Le uniche punte oltre il 70 per cento a Catanzaro, Lecce, Frosinone e Rieti. "Grazie ai parmigiani - ha scritto su Fb il sindaco uscente - che hanno creduto in un progetto nuovo, civico e libero".

Secondo i dati riportati dal magazine web YouTrend, che riguardano i 145 comuni con più di 15.000 abitanti, il partito che ha ottenuto più voti è stato il Pd, che si attesta al 15,6%.

Chi può solo fare atto di contrizione è Beppe Grillo.

Dalle ultime elezioni amministrative che si sono tenute ieri emerge chiaramente un dato: la sconfitta del M5S che rimane fuori da tutti i grandi ballottaggi e il ritorno del bipolarismo con un centrodestra che mostra i muscoli e se la vedrà ai ballottaggi con il centrosinistra. Grillo era stanco. Il Movimento vive dei repentini cambi d'umore e entusiasmo del proprio leader e fondatore. Per questo mi auguro che il Sindaco - a cui mi sento di proporre un incontro con le realtà del volontariato - aiuti a gestire al meglio un sistema di accoglienza che necessita del contributo di tutte le Istituzioni. E se consideriamo che Vito Crimi ha festeggiato la vittoria di un sindaco M5S in un comune del bergamasco di 400 abitanti, è un segnale evidente di quanto il partito abbia subito un colpo. Perché quattro anni fa si poteva incolpare la stampa, la giovane età del M5S, l'imparagonabile investimento economico degli altri partiti nei territori.

"Adesso il primo obbiettivo è dare il massimo supporto ai nostri candidati al ballottaggio tra due settimane". Una logica, quella dello scontro alto/basso, che evita le scelte di fondo (al contrario imposte dalla dicotomia destra/sinistra), che consente di conquistare consensi secondo un rinnovato interclassismo semplicemente ripetendo slogan facili e orecchiabili, come le canzonette di Sanremo, e trasversalmente condivisibili, in grado di superare e annullare le differenze sul concetto di diritti, sulla dinamica dei doveri, sull'interpretazione del merito, sui modi dell'accumulazione e sui criteri della redistribuzione, eccetera, eccetera. Perché stavolta, a differenza del 2013, le elezioni politiche non sono alle spalle, ma alle porte.

Oggettivamente, furbizie al pari del tentativo di smarcarsi dal gruppo parlamentare costruito con Farage per passare con i liberali.


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