Charlie Gard: Corte europea: il piccolo può morire

Con una sentenza che getta nello sconforto i genitori, la Corte europea dei diritti umani infatti ha dato il via libera alle decisioni prese dai tribunali britannici in base alle quali si possono sospendere le cure che finora hanno tenuto in vita il bimbo di dieci mesi. Di fatto, dunque, Strasburgo ha accolto la decisione della Corte suprema inglese che aveva riconosciuto nel parere dei medici la decisione migliore nell'interesse del piccolo Charlie. Charlie vive, attaccato alle macchine, e i suoi genitori sono attaccati invece all'unica speranza che era una terapia sperimentale negli USA, dove volevano portare Charlie. I Gard vogliono trascorrere le ultime preziose ore col piccolo che "ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone".

Roma, 29 giu. (askanews) - I macchinari che tengono in vita Charlie Gard, il neonato britannico gravemente malato al centro di una lunga battaglia legale, saranno staccati domani dall'ospedale che lo ha in cura. Così come c'è da preoccuparsi quando una dimensione così vitale ed essenziale come l'affetto dei genitori, la loro ricerca disperata di salvezza ed il desiderio di Charlie Gard di continuare ad incontrarli ad ogni risveglio, trovino nella Corte di Giustizia di Strasburgo una porta chiusa. Connie Yates e Chris Gard, i genitori del piccolo, avevano intrapreso una battaglia senza tregua per cercare di salvare il figlio, lanciando anche una raccolta fondi per sostenere le spese di trasferimento negli Usa.

Charlie è nato il 4 agosto di un anno fa apparentemente in buona salute e dopo appena 2 mesi di vita i genitori hanno notato un improvviso e drastico deperimento. Il piccolo, secondo l'équipe sanitaria che lo ha seguito, non può sentire, muoversi, piangere o deglutire e può respirare solo perché intubato e collegato a un'apparecchiatura che trasmette ossigeno ai polmoni. A loro giudizio, il trattamento sperimentale americano cui i genitori vorrebbero sottoporlo non migliorerebbe le sue condizioni. A nulla è servita la foto pubblicata dalla mamma sui social, nella quale Charlie ha gli occhi aperti ("Un'immagine vale più di 1000 parole", aveva commentato la donna).

Questo nuovo verdetto è arrivato il 28 giugno, quando la Cedu ha confermato quanto stabilito dai tribunali inglesi, ovvero la sospensione delle cure, dal momento che la corte di Strasburgo non ha alcuna autorità per prendere una decisione su un simile tema al posto di un'autorità nazionale.

Al bambino è stata diagnosticata poco dopo la nascita dalla sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, una patologia che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare, di cui si conoscono solo 16 casi al mondo.

Massimiliano Fedriga, capogruppo alla camera della Lega, ha fatto appello a Papa Francesco "perché intervenga con la sua autorevolezza per fermare la sentenza di morte verso Charlie".


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