Centrodestra: Berlusconi, Montezemolo agli Esteri e Salvini al Viminale

Silvio Berlusconi ha già pronta una lista di ministri per un suo probabile governo: "Salvini all'Interno farebbe certamente meglio di Alfano, ma può andare dove vuole lui".

Ma Berlusconi non punta solamente a essere primo dentro il centro-destra (chissà, forse in assoluto), bensì pure a creare un asse con Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d'Italia, che dopo una infatuazione per Salvini, negli ultimi mesi sarebbe tornata a più miti consigli, giocando da cerniera dentro la coalizione. "Se ne freghi delle inchieste, basta con le inchieste che buttano per aria le decisioni degli elettori. Semmai dovrebbe lasciare per incapacità".

Sul garante del M5s ha poi dichiarato: "I Cinque Stelle non hanno né arte né parte. Un movimento che cambia idea su tutto, i veri professionisti della politica: gente che prima delle elezioni non faceva niente". La sua speranza va verso una legge proporzionale, l'unica capace di rispettare il volere degli elettori in un sistema tripolare come quello che oggi si prospetta in Italia.

Non rimane altro, allora, che tornare ad affidarsi al centrodestra e all'unico leader che nel passato e nel presente è stato ed è in grado di poter essere il punto di equilibrio di uno schieramento composito e diversamente articolato sul territorio nazionale.

Si tratta di una questione ben diversa dai migranti o rifugiati per causa di guerra e anche per ragioni economiche, ma invece essa riguarda quei ragazzi e quelle ragazze i cui genitori da tempo lavorano in Italia mentre essi vanno a scuola da 5 anni, parlano italiano, dividono la loro vita con gli altri ragazzi e ragazze italiani. "Spero ancora di riuscire a vararla".


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