Brexit negoziati al via tra molte incertezze

Oggi, presso la casa della Commissione europea di Bruxelles (Berlaymont), si consumerà il primo atto del negoziato più discusso degli ultimi anni: la Brexit prenderà ufficialmente il via.

E' passato ormai un anno dal 23 giugno, quando i cittadini britannici decisero di uscire dall'Europa. Volendo fare un pronostico sull'esito dei negoziati per la Brexit, però, le domande che contano non hanno più molto a che vedere con la sopravvivenza di Theresa May sulla scena politica. Il rischio? Arrivare al 2019 senza un accordo. Insomma, un bel rebus da sciogliere o, se preferite, una matassa difficile da sbrogliare, e siamo solo all'inizio.

Dall'ottica della politica britannica, è possibile che l'affiliazione all'AEE diventi il punto di riferimento in grado di influenzare i negoziati per la Brexit dei prossimi mesi. "Barnier ha aggiunto che occorre "affrontare le incertezze causate dalla Brexit, per i cittadini, per i beneficiari delle politiche" europee, e per la questione delle frontiere, in particolare quelle irlandesi". La partenza del negoziato sulla Brexit non ha subito ritardi dopo il risultato delle elezioni britanniche dello scorso 8 giugno, che hanno visto crollare la maggioranza del partito conservatore al governo, incaricato della trattativa. Il funzionario francese proverà a gestire i tre dossier attraverso tre appuntamenti negoziali da quattro settimane ciascuno, l'obiettivo? Ma la data rischia di slittare ancora perché per lunedì è fissata la presentazione al Parlamento del programma del nuovo Governo e il discorso della Regina. E anche se Johnson, nella riunione con i colleghi Ue a Lussemburgo, sembra indossare improbabili occhiali rosa - "Ci saranno molte discussioni, sul denaro e sul resto, ma dobbiamo alzare la prospettiva e guardare al futuro: siamo amici" e "l'intero processo porterà ad una risoluzione felice del rapporto" - la poltrona che attende May, al vertice dei leader Ue, tra qualche giorno, appare invece davvero assai scomoda.

La sconfitta elettorale di May potrebbe aver messo in dubbio le posizioni di Londra su una 'hard Brexit', ovvero l'uscita non solo dall'Ue ma anche dal mercato unico e dall'Unione doganale europea. Una corsa contro il tempo.

Stando all'ultimo sondaggio dell'istituto Survation, il 54% dei sudditi si Sua Maestà sarebbe ora favorevole a questa sorta di voto bis, escluso finora categoricamente dalla premier Tory, Theresa May.

Sempre ieri un furgone è piombato su un gruppo di fedeli musulmani a Finsbury Park a nord di Londra.


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