YOUTUBE Giro d'Italia: Geraint Thomas e Mikel Landa cadono colpiti da moto

Il capitano della Movistar ha portato il primo vero attacco - dopo aver fatto lavorare a fondo i propri uomini - già a 7 km dal traguardo, ma hanno risposto prontamente Thibaut Pinot e Vincenzo Nibali.

Quando mancano due chilometri all'imbocco del Blockhouse, salita più dura del Giro, ecco che accade qualcosa che ha dello straordinario: In tre centrano una moto della polizia stradale appostata sul bordo della carreggiata e si innesca una carambola che trascina per terra, tra gli altri, Thomas, Landa e Yates. Nibali cede alla distanza, pagando lo sforzo precedente, mentre si rifanno sotto gli olandesi Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e Tom Dumoulin (Team Sunweb), che chiudono con ventiquattro secondi di ritardo (Dumoulin è ora il favorito per la crono di martedì a Montefalco). Botta e risposta nel terzetto che si giocherà la vittoria della tappa, ma ancora più importante la Maglia Rosa, che con l'arrivo di oggi potrebbe cambiare proprietario. Il colombiano ci prova ancora tre volte fino all'allungo decisivo a 4000 metri dall'arrivo. Gli replicano in tre occasioni Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) e Thibaut Pinot (FDJ), ma alla quarta accelerazione Quintana saluta tutti. Male Geraint Thomas, arrivato a oltre 5' da Quintana. Episodio che pone fine alle sue ambizioni di classifica: troppi i cinque minuti accusati in cima da lui e dal connazionale Yates.

8 km al traguardo, momento chiave della corsa, con la salita che ha una pendenza tra il 9% e il 10%, a comandare è un gruppo di 10 uomini, tra questi gli uomini classifica: Quintana, Nibali, Mollema, Pozzovivo e Formolo. Va detto che, rispetto al 2016, il livello della corsa è salito a dismisura... Avendo nel mirino la doppietta Giro-Tour, si pensava potesse soffrire nella prima settimana: oggi ha prontamente smentito queste considerazioni. La tappa è stata caratterizzata da una caduta a 15 chilometri dall'arrivo. Ne approfitta Izaguirre per involarsi e vincere la sua prima tappa al Giro ("così - dirà il basco - ho pareggiato mio fratello Jon che aveva vinto a Falses nel 2012"). A proposito di italiani, bene Domenico Pozzovivo (Ag2R La Mondiale), giunto poco dietro Nibali e quindi lì tra i migliori. Sono loro che riescono a trasformare la sofferenza in estasi. Ho ringraziato la mia bici, perché è una compagna di viaggio, lo strumento che ci mette tutti insieme: corridori, meccanici, massaggiatori.


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