Renzi intercettato col padre: "E' una gogna, ma sono sereno"

La telefonata tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, indagato nell'ambito dell'inchiesta Consip, è del 2 marzo 2017.

Ed allora sono così ingenui Marco Lillo e Marco Travaglio che ritengono spontanea quella telefonata?

Prima di tutto conferma che la linea del Partito Democratico sulla legge elettorale è quella approvata dagli organismi interni, con una sorta di Mattarellum corretto, con il 50% di maggioritario e il 50% proporzionale, senza preferenze e con soglie di sbarramento, dicendo di sperare di "riuscire a convincere gli altri partiti".

La domanda che pone il direttore del quotidiano è perché Matteo Renzi non ha sentito prima il bisogno di fare il terzo grado telefonico al padre? "C' è qualcosa che riguarda il funzionamento della democrazia italiana e che dovrebbe allarmare tutti quanti", scrive Matteo Orfini. È il riferimento all'intercettazione che avrebbe visto ancora coinvolti papà Renzi e il suo avvocato Federico Bagattini, di cui parlava ieri il quotidiano La Verità. "Altra cosa invece - conclude Toti - sono le inchieste giudiziarie, le pubblicazioni a stralcio delle conversazioni e il voyeurismo dal buco della serratura che, a mio modo di vedere, non rientra nella dignità del dibattito politico e dovrebbe restare materiale di indagine per i magistrati che sono chiamati a fare presto e bene il loro dovere".

Del resto è stato lo stesso Renzi a scrivere su Facebook che "politicamente parlando le intercettazioni pubblicate mi fanno un regalo". Ma umanamente mi feriscono perché in quella telefonata sono molto duro con mio padre. L'ex premier appare molto preoccupato dall'interrogatorio al quale il padre sarà sottoposto e gli intima: "Devi ricordarti tutti i nomi e tutti i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorie".

Per delineare l'affare Consip ritengo utile, a questo punto, riproporvi un ironico, ma esauriente video, che SocialTv Free ha pubblicato il 5 marzo (attenti alle date) nel quale viene ricostruita tutta la vicenda nota in quel momento. Che il "Rottamatore" è preoccupato soprattutto di non avere scheletri nell'armadio di famiglia, che non sa quasi nulla dei piccoli traffici del padre, che pretende che al giudice si dica tutta la verità, senza farsi sconti. I magistrati sottolineano poi che si perseguirà "questa grave violazione" con la stessa convinzione che ha portato tra l'altro all'arresto di Alfredo Romeo.

Nell'attesa dell'esito giudiziario, resta il fatto che tutto questo è una tegola per Renzi.

"Lasciate in pace almeno le mie nonne", è l'appello di Matteo Renzi dopo le polemiche sul caso Consip e l'intervista del Corriere della sera a sua nonna sulla vicenda.

Matteo Renzi: "Dubitare del padre, un'esperienza che non auguro". "Mi dispiace, da figlio, da uomo". Ma da uomo delle istituzioni - scrive Renzi - voglio la verità. Scrisse anche che il ministro dello Sport Luca Lotti era indagato insieme ai dirigenti di CONSIP e agli alti ufficiali dei carabinieri accusati di aver rivelato a Marroni di essere indagato. L'inchiesta Consip è stata poi trasferita alla procura di Roma ma la conversazione è stata ritenuta irrilevante: i pm romani Paolo Ielo e Mario Palazzi, che proprio ora aprono un nuovo filone d'indagine per gli appalti Grandi Stazioni, dicono di non avere neanche le trascrizioni.


Popolare

COLLEGARE