Pil Italia, Ue: "Pesa l'incertezza politica"

Nota però la Commissione: "L'incertezza politica e il lento risanamento del settore bancario rappresentano rischi al ribasso per le prospettive di crescita dell'Italia".

Quanto al debito pubblico, dopo il 132,6% dell'anno scorso la Commissione vede 133,1% quest'anno (133,3% le attese di febbraio, 132,5% quelle del Def) e 132,5% il prossimo (133,2% a febbraio, 131,0% il Def).

"Nel 2018 - si legge nel rapporto pubblicato stamani qui a Bruxelles - la crescita economica italiana dovrebbe accelerare leggermente, all'1,1%, grazie a un rafforzamento delle esportazioni, a un dinamismo sostenuto degli investimenti e a un balzo dei consumi privati, per via anche di un aumento moderato dei salari". La disoccupazione dovrebbe aumentare poco, dal 4,8% del 2016 al 5,0% del 2017 e al 5,4% del 2018. Sono le previsioni economiche di primavera della Commissione europea, dove si sottolinea però che, nonostante il calo complessivo, la disoccupazione "resta alta in molti paesi".

MOSCOVICI - Il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici ha spiegato che l'incertezza che pesa sull'economia europea "dopo le elezioni in Olanda e in Francia, dovrebbe continuare a diminuire nei mesi a venire, all'avvicinarsi della conclusione dell'impressionante ciclo elettorale in Europa".

L'Italia, dunque, si posiziona all'ultimo posto per la crescita sia nel 2017 che nel 2018.

Per l'*Italia *la previsione è di una crescita del Pil dello 0,9% quest'anno e dell'1,1% nel 2018, al di sotto della media.

Berlino. Intanto stamattina, in un'intervista a Repubblica, Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha auspicato un rafforzamento dell'euro e ha avvertito che "senza l'Italia non si può fare l'integrazione europea". L'inflazione e' vista in crescita, e arrivera' al 2,6% nel 2017 e nel 2018, al di sopra del target della BoE del 2%. A bocce ferme, il deficit pubblico dovrebbe salire dal 2,2% del prodotto interno lordo nel 2017 al 2,3% nel 2018. Tuttavia, l'espansione dovrebbe rimanere moderata, a causa dei ritardi nella chiusura della seconda revisione del programma di salvataggio del Paese.

Sembra essere in linea con la Commissione anche l'Istituto di Francoforte, che, nel bollettino economico mensile pubblicato oggi, evidenzia che "le misure di politica monetaria della Bce hanno continuato a preservare condizioni di finanziamento molto favorevoli, necessarie per assicurare una convergenza durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine".

Ciò detto, i rischi sono "più equilibrati che in passati, ma sempre rivolti al ribasso". "Nel contempo, le spinte inflazionistiche di fondo restano moderate e non hanno ancora mostrato segnali convincenti di una tendenza al rialzo".


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