NAPOLI/ Marano, gioielliere ucciso nel suo negozio

Il sospettato e stato prelevato all' hotel Oriente di Ischia porto e portato in caserma Giuliano. De Fenza e Gala, che secondo le indagini e fonti confidenziali raccolte dagli investigatori si incontravano spesso di sera tardi nel negozio. Il corpo era coperto di sangue e si trovava riverso dietro il bancone della gioielleria.

Sono andati a cercarlo a casa, in un comune vicino a Marano, e hanno scoperto che era "improvvisamente" partito per Ischia. La gioielleria fu aperta in dal padre di Salvatore Gala, e poi passata in gestione al figlio che in città veniva chiamato anche Maurizio, descritto dalla gente del posto come un giovane "un po' solitario, ma tranquillo". Possibile dunque che dopo la lunga serie di arresti dello scorso aprile, il 31enne abbia provato a battere cassa o a chiedere un cospicuo prestito per aiutare qualche affiliato finito in manette e recuperare liquidità.

"Non volevo dire nulla alla madre - continua Giuseppe -, ma lei ha capito guardandomi in faccia". Era molto conosciuto a Marano.

La vittima è Salvatore Gala, 42 anni. La madre e la sorella sono state le prime a rendersi conto che qualcosa non stava andando per il verso giusto e, subito, hanno allertato le forze dell'ordine. I familiari, dopo avere recuperato le chiavi di riserva del locale, hanno chiesto a Lavarone di aprire.

Il negozio, chiuso dall'interno, era a soqquadro. A breve diventerà anche sede di una compagnia dei carabinieri. "Non ho mai avuto problemi - dice ancora il titolare della lavanderia - mi sento tranquillo ma, ultimamente la criminalità si sta facendo sentire di più".


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