Fca, procedura d'infrazione Ue contro l'Italia sulle emissioni

La Commissione europea ha acceso un faro per infrazione delle regole comunitarie a carico dell'Italia in merito alla compatibilità con le norme Ue del software montato sulle Fiat 500X sulle emissioni di NOx. Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla lettera e chiarire se sui propulsori incriminati sono stati usati dispositivi illegali e se sono stati presi rimedi che risolvano la situazione.

Secondo quanto stabilito dalle norme europee, infatti, spetta alle autorità nazionali verificare che un tipo di automobile soddisfi tutte le norme prima che siano vendute. Se quindi un costruttore non adempie a certi obblighi, le autorità nazionali devono muoversi, applicare sanzioni e far rispettare le leggi.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "I costruttori di automobili hanno prestato ben poca attenzione alle misurazione delle emissioni ed alcuni hanno persino infranto la legge".

La Commissione europea ha annunciato ieri l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia nel delicato campo delle emissioni nocive delle automobili. FCA era entrata in precedenza nel mirino delle autorità statunitensi, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti", per alcuni dei suoi veicoli sui quali sarebbe stato montato il software che consente emissioni diesel più alte degli standard.

IL CASO EMISSIONI - Il caso su cui è partita la procedura "si riferisce alle informazioni portate a conoscenza della Commissione, nel contesto di una richiesta da parte del ministero dei Trasporti tedesco nel settembre 2016, di mediare nel disaccordo fra autorità tedesche e italiane sulle emissioni di ossidi di azoto prodotte da un'auto omologata in Italia". Evidentemente la mediazione di Bruxelles non si era esaurita il 14 marzo scorso, dopo l'intesa tra i governi di Berlino e Roma, perché la Commissione resta "guardiana dei Trattati" e ha diritto di intervenire "se e quando ha ragione di ritenere che la legislazione Ue non sia correttamente applicata". Siamo in campo da tempo con tre azioni di classe per questi fatti, due contro Volkswagen e una contro Fiat.

L'Italia per ora è stata messa in mora per una mancanza di controllo sulle emissioni del gruppo automobilistico.

Pubblicato un interessante dossier, che spiega gli effetti che hanno causato l'inquinamento dei motori diesel oltre i limiti dichiarati, sulla salute dell'uomo, circa 38.000 morti premature in tutto il mondo nel 2015.


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