Brasile, Temer nei guai: autorizzò tangenti

Scossone politico nella notte in Brasile. Due imprenditori hanno consegnato alla Polizia delle registrazioni secondo cui il presidente Michel Temer autorizzò il pagamento di tangenti all'ex presidente dei deputati, Eduardo Cunha.

Dal Canto suo, Temer attraverso i canali ufficiali della presidenza respinge le accuse ed esclude di aver parlato di trasferimenti di soldi durante il colloquio con Batista. Lo rende noto O Globo sottolineando che lo scopo di Temer era evitare nuove accuse legate all'inchiesta Lava Jato, la "Mani Pulite" brasiliana.

E' stato già traumatico e costoso per l'economia brasiliana il passaggio che ha portato alla fine anticipata del mandato per la Rousseff, ma un bis a pochi mesi di distanza sarebbe davvero insostenibile, dopo che si stavano intravedendo i primi segnali di uscita dalla più grave recessione che il Brasile abbia mai vissuto dagli inizi del Novecento.

Il 7 marzo a Palazzo Jaburu - come riporta O Globo - i fratelli Joesley e Wesley Batista, magnati della multinazionale del trattamento delle carni Jsb e coinvolti in una truffa sulla conservazione contraffatta dei loro prodotti, avrebbero registrato la conversazione in cui il Capo dello Stato dava il suo consenso al pagamento delle mazzette. I due hanno un accordo con la procura per svelare i tentativi di Temer di nascondere tutto sotto il tappeto. I senatori del partito dei lavoratori, il cui fondatore è l'ex presidente Lula, hanno discusso del caso in una riunione notturna.

Neves è presidente del Partito socialdemocratico (Psdb), principale alleato del Partito movimento democratico brasiliano (Pmdb) al quale appartiene il presidente Michel Temer.


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