Agnelli, mai incontrato Dominello da solo

"Presidiamoli subito", ha attaccato il numero uno bianconero, dopo aver risposto ironicamente all'ennesima richiesta da parte dei membri della Commissione Antimafia sulla motivazione per cui il club bianconero non si è costituito parte civile al processo Alto Piemonte. "Ribadisco che se ho incontrato Dominello può essere stato nell'ambito di un consesso di tifosi ed è pacifico che se non solo io ma tutti i miei dipendenti avessero saputo, quello che oggi è emerso, mai avremmo avuto rapporti con lui", ha proseguito Agnelli. Il presidente della Juve, d'altronde, ha confermato la propria versione: "Non ho mai incontrato Rocco Dominello da solo. Agnelli ha ribadito che da tempo aveva impartito le linee generali vale a dire che la Juventus emettesse abbonamenti o biglietti solo a pagamento, annullando omaggi, previa regolare presentazione dei documenti necessari per l'emissione dei tagliandi". "Va portato in consiglio Figc con tutte le Leghe, compresa la Lega Dilettanti" ha aggiunto Agnelli parlando delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo del calcio. Agita anche il pugno duro contro i violenti: "Vogliamo un giudizio abbreviato subito, allo stadio, modello inglese, e siamo pronti come Juve a fornire anche zone adibite (a svolgere i processi contro i tifosi che commettono reati, ndr) all'interno dell'impianto". Il bagarinaggio deve essere contrastato, anche se la cessione di un bene mobile, quale è il biglietto di una partita, da una persona ad un'altra non penso possa essere criminalizzato. Secondo il numero uno del club un "discorso diverso" riguarda chi fa "incetta di tagliandi a fini puramente speculativi: questo fenomeno va combattuto e sul digitale sta invece dilagando grazie all'uso dei cosiddetti bot, software che permettono in pochi secondi di concludere un alto numero di transazioni".

La deposizione di Andrea Agnelli all'ANtimafia: "Ci hanno lasciati soli, e noi abbiamo commesso degli errori". "Il grado di autonomia operativa di D'Angelo e Merulla e del loro dirigente Calvo era totale". "Francesco Calvo - ha aggiunto - seguendo le direttive societarie ha sempre operato con delega piena e nel rispetto delle procedure. Le complessità e le dinamiche geografiche dei nostri tifosi hanno fatto sì che, nella volontà di organizzare il tifo in modo corretto, si sia lasciato spazio a persone che hanno interesse a lucrare sulla vendita dei biglietti".

E' fin qui emerso un quadro che presenta seri preoccupazioni da molti punti di vista. "Presidiamo questi territori, andiamoci noi come Stato". "Se ci sono state irregolarita' dovranno essere sanzionate in modo adeguato, definendo le singole responsabilita'. Obiettivo della commissione è sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti e proporre le più opportuni soluzioni in Parlamento".


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