Vaccini: Pd contro 'Report', diffonde falsità

Come afferma la senatrice: "Incredibile che il servizio pubblico ieri si sia unito alla campagna contro i vaccini ed in particolare quello contro l'Hpv, con una totale assenza di pluralismo scientifico".

Il Pd attacca 'Report' per un servizio sul vaccino sul papilloma virus andato in onda nella puntata di ieri sera. Traduzione: "sono bojate. Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile".

I vaccini contro il papilloma virus (Hpv) sono stati introdotti circa dieci anni fa, e nei paesi in cui sono stati somministrati su ampia scala, come in Italia, hanno consentito di ottenere ottimi risultati con una significativa riduzione del numero di nuove infezioni. "Un vaccino fiducioso e famoso potere, a varietà nella misura che è nazione adatto dichiarare sulla tv pubblica, senza controllo alcun contraddittorio". afferma quanto a una promemoria il segretario di stato della Aiuto, Beatrice Lorenzin.

Tra i medici che alzano la voce ci sono il presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi e Roberto Burioni, specialista del San Raffaele, diventato negli ultimi mesi portabandiera contro gli anti-vaccinisti.

Chi lo asserisce non ha visto la trasmissione.

Anche Giorgio Palù, presidente della Società italiana di virologia, è sceso in campo contro Report, definendo la trasmissione "un grave atto di disinformazione". "La correlazione - aggiunge la Siv - tra gli effetti collaterali del vaccino, che nel servizio televisivo venivano attribuiti all'adiuvante chimico e ad altri potenziali contaminanti metallici, è smentita da ricerche approfondite e da studi effettuati su centinaia di migliaia di pazienti". Provoca condilomi, ossia piccoli tumori benigni che possono insediarsi sugli organi genitali (pube, pene, testicoli), all'entrata della vagina e dell'ano, sull'uretra e sul collo dell'utero.

Burioni continua: "Nei prossimi giorni sarò costretto a dedicare il mio tempo e questa pagina a smontare ad una ad una le falsità che sono state dette".

Gli studi condotti dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie in Italia hanno mostrato una prevalenza di Hpv oncogeni nella popolazione generale pari all'8 per cento, senza differenze sostanziali fra Sud, Centro e Nord. Ora "siamo quindi preoccupati - dicono dall'Ema - di dover constatare che in futuro vi saranno casi di giovani donne che non verranno vaccinate a causa di allarmismi infondati, e dovranno sopportare le sindromi descritte e anche passare attraverso la devastante esperienza di un cancro della cervice uterina che avrebbe potuto essere evitato".

Tutti i tipi di rapporti sessuali sono a rischio. Ma anche tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette, utilizzando strumenti a uso genitale contaminati, con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.


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