Usa, Trump pensa ai dazi sui prodotti Ue

"La linea dura di Trump verso la Ue - scrive il Wall Street Journal - verrebbe fomentata proprio dalla lobby dei produttori di carne". Gli Stati Uniti dichiarano guerra ai prodotti commerciali europei, e pure italiani, vendicandosi per il blocco delle carni americane derivate da bestiame trattato con ormoni.

Secondo quanto riportato nel "Wall Street Journal", sarebbe la risposta al bando europeo sull'importazione di carne americana trattata con ormoni.

Eppure la vera ragione di questa scelta di mercato affonderebbe le sue radici nel lontano periodo della presidenza di George W. Bush, il quale era entrato "in conflitto" con l'Europa a causa del divieto imposto dall'organo comunitario del vecchio continente nei confronti della carne di manzo statunitense trattata agli ormoni.

Mercato auto Italia +18,16%, Fca +21,32%
I dati questo mese includono anche le immatricolazioni di febbraio, che hanno fatto segnare un +6,46% a 184.278 autovetture. Queste infatti sono state 172.148, un numero che significa il 13,9 per cento in più rispetto al medesimo periodo del 2016 .

Dazi fino al 100% su prodotti come la Vespa, l'acqua Perrier e il formaggio Roquefort. Tuttavia, secondo i produttori americani, i mercati europei non avrebbero mai dato sufficiente seguito all'accordo perché la quota di importazione prevista non è riservata solo all'America ma si divide con altri paesi terzi, spiega il Sole 24 Ore.

Coldiretti ha quantificato in 3,8 miliardi il valore dell'agroalimentare che potrebbe essere colpito dalla politica protezionista di Trump. "In questo momento, - ha incalzato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, - di tutto abbiamo bisogno tranne che di tensioni commerciali che non trovano giustificazione né nel contenuto né, tantomeno, nel contesto del fondamentale rapporto strategico tra i due più importanti partner commerciali e di investimento al mondo".

A farne le spese sarebbero oggi circa 90 prodotti europei, al vaglio del Dipartimento del Commercio americano. Ma quando si guarda al dumping a tremare sono anche gli esportatori d'acciaio che riescano a mantenere prezzi competitivi come Germania, Francia, Belgio Austria e Italia.Non a caso il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha chiesto all'Ue di iniziare a valutare l'ipotesi di denunciare gli Usa all'Organizzazione mondiale del commercio.


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