Turchia: vigilia del referendum, ultimi comizi

In 32 province orientali del Paese, i seggi si erano aperti e chiusi con un'ora d'anticipo. I risultati del voto dovrebbero già essere noti questa sera. In Italia abbiamo assistito a uno scontro massimale su un referendum costituzionale che ha portato alle dimissioni del Presidente del Consiglio e a un piccolo rimpasto dell'esecutivo.

"Non è un voto qualunque ma una decisione straordinaria", queste le parole pronunciate dal presidente Erdogan che ha votato questa mattina in una scuola media di Instanbul. "Anche se il contratto non è stato ancora firmato". Quel che è certo è che la frattura tra sostenitori e oppositori del presidente nei prossimi giorni verrà portata all'estremo, la peggiore delle premesse per una referendum che, comunque vada, segnerà un prima e dopo nella storia della Turchia. Secondo Anadolu, si tratta di 5 sospetti ricercati per legami con il Pkk curdo e altri 3 affiliati alla presunta rete golpista di Fethullah Galen. Mentre nella provincia di Diyarbakir, sempre nel sud-est, si è verificata una sparatoria all'esterno di un seggio con un bollettino finale di due morti ed un ferito ed una dinamica ancora da chiarire.

Il desiderio imperioso di Erdogan di divenire il nuovo "Cesare" e di fare della Turchia il "global player" dell'area mediorientale però fino ad oggi si è scontrato con molteplici ostacoli, dalla ridefinizione delle alleanze con l'Occidente e la Nato, alle contorte relazioni con la Russia e l'Iran, al contradditorio rapporto con i movimenti fondamentalisti e terroristici religiosi islamici nell'affaire Siria.

Sarà abolita la carica del primo ministro. Perfino la Costituzione americana, che prevede un presidenzialismo temperato, impedisce la trasformazione di un presidente eletto in un monarca, costruendo pesi e contrappesi ai suoi poteri. "Ho davanti a me tre sondaggi". In caso di ulteriore rinnovo, lo stato d'emergenza in Turchia raggiungerebbe la durata di un anno.

Potrà nominare parte dei membri dell'organo che disciplina giudici e magistrati e la maggioranza dei membri della Corte Costituzionale. Saranno eleggibili, e quindi candidabili, tutte le persone di età superiore ai 18 anni anziché ai 25. In entrambi i casi si tornano a votare congiuntamente il presidente e il Parlamento.

In questo modo, ha proseguito la docente, "si creerebbe sicuramente un sistema politico con un debolissimo - se non inesistente - sistema di pesi e contrappesi". In questi anni, Erdogan non ha perso occasione per criticare il sistema giudiziario turco, accusato di essere molto vicino al leader islamico in esilio negli Stati Uniti Gulen, al punto da mettere sotto accusa lo stesso presidente e i suoi famigliari nel 2013 per corruzione.

Fu negli anni del boom economico che si cominciò a parlare di modello turco: un grande Paese musulmano che sembrava avere imboccato la strada della democrazia e dello sviluppo con un mix tra conservatorismo religioso, liberalismo e tradizione. A differenza delle altre volte, per questo referendum la parola d'ordine è incertezza, non solo sul risultato, ma anche su cosa potrebbe succedere dopo. Per capire il valore che ha nella simbologia nazionale, il testo dell'inno è appeso nelle aule scolastiche insieme alla bandiera e al ritratto del padre fondatore Atatürk. Anche molti giornalisti e attivisti si sono battuti contro la riforma, ma la loro opposizione è stata spesso messa a tacere, tramite arresti, chiusura di giornali e violenze da parte degli attivisti vicini ad Erdoğan.


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