Polonia: IMF prevede Pil in crescita del 3,4% nel 2017

Migliorano le stime sul Pil del'Italia, elaborate dal Fondo monetario internazionale. Una nota positiva arriva dal debito, che cresce meno del previsto, attestandosi quest'anno al 132,8%; meno del 133,4% atteso in precedenza, per poi calare al 131,6% nel 2018 (sotto il 132% previsto). Con una crescita dello 0,8% per il 2017 e il 2018, il Belpaese è quello che cresce meno, superata anche dalla Grecia il cui pil sale del 2,2% quest'anno per accelerare al 2,7% nel 2018. Le previsioni di gennaio davano dati superiori al 6% per entrambi i periodi. Il governo stima per l'Italia una crescita dell'1,1% nel 2017 e dell'1,0% per il 2018.

Anche crescita globale rivista al rialzo al +3,5%.

Il deficit italiano si attesterà al 2,4% del pil nel 2017, per poi scendere all'1,4% nel 2018. Sull'attività d Eurolandia pesano invece "l'incertezza legata al risultato delle prossime elezioni politiche cui si aggiunge l'incertezza legata alla futura relazione dell'Unione europea con il Regno Unito", osservano gli economisti di Washington.

Pasqua e Pasquetta, musei statali aperti
Per quanto riguarda la situazione toscana , in centro a Firenze , Zara e Rinascente staranno aperti per Pasqua e Pasquetta . Attese deboli nevicate in serata sui rilievi alpini del Trentino-Alto Adige oltre i 1200-1300 metri di quota.

Insomma, "l'outlook a medio termine dell'Eurozona nel complesso rimane offuscato, con la crescita potenziale prevista frenata dalla bassa produttività, dai fattori demografici avversi e, in alcuni paesi, da problemi non risolti di debiti pubblici e privati in eccesso, e dall'elevato livello degli npl (non-performing loans)". Le previsioni del Fondo per il 2018 sono rimaste invariate rispetto ai calcoli di inizio anno ma sono peggiori dello 0,3% rispetto a quelle dell'autunno 2016. A tal proposito, l'indebitamento netto dell'Italia è atteso al 2,4% del Pil nel 2017 e all'1,4% nel 2018, mentre il debito pubblico è atteso al 132,8% del Pil nel 2017 e al 131,6% nel 2018.

L'Fmi mette in evidenza che i "mercati finanziari sono ottimisti e prevedono un continuo sostegno in Cina dalla politica così come una espansione fiscale e un processo di deregulation negli Stati Uniti". La Germania, dopo il +1,8% del 2016, decelererà a +1,6% nel 2017 (il dato è stato comunque rivisto al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto allo scorso gennaio, anche in questo caso), e frenerà ulteriormente a +1,5% nel 2018.

Proprio per la debolezza che continuerà a caratterizzare l'Eurozona, l'Fmi chiede alla Bce di mantenere l' "attuale politica monetaria accomodante". Palazzo Chigi e il Tesoro scommettono invece rispettivamente su un +1,1 e un +1%.


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