Pepsi sommersa dalle critiche ritira lo spot con Kendall Jenner

Anche ad un bambino di cinque anni risulta evidente che gli spot pubblicitari non intendono offrire una rappresentazione fedele della realtà e che ai prodotti che si intende pubblicizzare vengono conferite, nel corso della breve rappresentazione televisiva, qualità magiche ed allegoriche, secondo uno schema che porta, ad esempio, a trasformare una gomma da masticare dalle supposte qualità rinfrescanti, nello strumento per produrre una nevicata mediante il semplice ricorso all'alito del cliente. E' la classica bella ragazza, ricca, famosa. D'improvviso, Kendall diventa l'eroina della protesta e decide, piuttosto di ricorrere alla violenza verbale e fisica, di porre nelle mani di uno dei poliziotti presenti una lattina di Pepsi, come ideale simbolo di pace e fratellanza.

Lo spot ha ricevuto milioni di aspre critiche perché ha messo in scena una protesta in strada sedata dalla Jenner che aveva regalato una lattina di Pepsi all'agente di polizia...

Insomma, troppe polemiche per la Pepsi che ha deciso di ritirare la pubblicità dalle emittenti televisive. "Volevamo dare un messaggio di pace e unità". Contemporaneamente si è 'esposta' anche la figlia minore di Martin Luther King che, ironicamente, ha scritto su Twitter: "Se solo mio padre avesse saputo del potere di Pepsi".

Sul suo accountInstagram infatti, proprio ieri è comparsa una foto risalente al 1999, scattata nel backstage dei Grammy Awards di quell'anno.

Anche diverse star si sono scagliate contro lo spot. Già visto. Non abbastanza originale da essere difesa.

La King ha poi aggiunto: "Lo spot rappresenta una serie di problemi, sia nel contenuto che nel linguaggio".

Risultato: tante scuse dalla Pepsi e spot ritirato. Ieshia fa parte del movimento Black Lives Matter, che si è unito al coro di proteste che ha seguito lo spot, dichiarando che denigra di fatto le lotte sinora portate avanti.


Popolare

COLLEGARE