Pensioni: possibile anticipo a 64 anni? Presentato il ddl in Parlamento

L'onere dell'uscita anticipata è a totale carico dello Stato.

L'Ape social è un trattamento che consente di ritirarsi in anticipo, con almeno 63 anni di età e una serie di altri requisiti, accompagnando il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia o, se raggiunta prima, alla pensione anticipata.

La prima finestra utile per fare domanda di Ape social rimane, salvo sorprese dell'ultima ora, quella aperta dal 1° maggio al 30 giungo 2017. La misura, vale ricordarlo, ha una natura sperimentale, il che significa che solo dopo la prossima legge di Bilancio si saprà se il Governo intenderà renderla strutturale. In pratica, si applica lo stesso criterio previsto per l'APe volontaria (per il quale, lo segnaliamo, si attende ancora il decreto attuativo).

I beneficiari riceveranno direttamente dall'Inps un sussidio di accompagnamento alla pensione per un importo massimo mensile che non potrà comunque superare i 1.500 euro lordi.

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Nel 2018, invece, le domande di accesso dovranno essere presentate fra il primo gennaio e il 30 marzo per la finestra dei pagamenti che scatterà a giugno. La lista delle attività comprende professioni infermieristiche e ostetriche, insegnanti d'asilo, badanti, facchini, addetti allo spostamento delle merci, operatori ecologici, raccoglitori e separatori di rifiuti, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di gru e di macchinari mobili per la perforazione delle costruzioni, autisti di camion e mezzi pesanti, conduttori di treni e personale viaggiante, conciatori di pelli e pellicce.

Il taglio 'minimo' della pensione per chi richiede di uscire dal lavoro anticipatamente è di 150 euro al mese, mentre la quota massima dipende dal tempo mancante alla maturazione della pensione (più è vicino, maggiore è la quota dell'anticipo ottenibile). Per ottenere l'indennità è necessario avere, al momento della richiesta, almeno 63 anni di età; almeno 30 anni di anzianità contributiva. Tuttavia, Morena Piccinini avverte che non sarà una passeggiata riuscire ad accedervi, perché "bisognerà fare i conti con le complesse operazioni di verifica individuale dei requisiti richiesti, ma soprattutto con i tempi contingentati per la presentazione delle domande, imposti dalla norma".

E' bene poi chiarire un aspetto che molti lavoratori chiedono: se i benefici presenti nello stipendio automaticamente vengono a essere traslati sulla pensione.


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