Papa Francesco: "Abbiamo gli occhi pieni di vergogna"

Subito dopo ha continuato con delle frasi che hanno tuonato forte: "Vergogna per tutte le immagini di devastazioni, di distruzioni... Per il sangue innocente versato quotidianamente di donne, bambini, immigrati e di persone perseguitate per il colore della loro pelle oppure per la loro appartenenza etnica e sociale e per la loro fede".

Davanti a ventimila persone, Papa Francesco ha concluso la tradizionale Via Crucis al Colosseo, e ha ancora una volta parlato di vergogna e di speranza.

E "vergogna per tutte le volte che noi vescovi, sacerdoti, consacrati e consacrate abbiamo scandalizzato e ferito il tuo corpo, la chiesa; e abbiamo dimenticato il nostro primo amore, il nostro primo entusiasmo e la nostra totale disponibilità, lasciando arrugginire il nostro cuore e la nostra consacrazione". Sulla collina del Golgota. Gesù non andrà più lontano.

L'invocazione finale del Pontefice dà ulteriore intensità al rito, basatosi quest'anno sulle meditazioni scritte, per decisione dello stesso Bergoglio, dalla biblista francese Anne-Marie Pelletier. Imdrammi del mondo, sconvolto dalle guerre, dalla violenza, dalle migrazioni dovute ai conflitti e alla fame sono stati al centro della Via Crucis al Colosseo.

A portare la Croce al Colosseo sono il cardinale vicario Agostino Vallini, una famiglia romana, alcuni rappresentanti dell'Unitalsi - Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali - e religiosi e laici di diversi Paesi, tra cui Egitto, Portogallo e Colombia dove il Papa si recherà in visita apostolica quest'anno.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Si tratta, "non del regno del male, ma della vittoria dell'amore". Dove, "sotto la croce", si ritrova "il nostro mondo, con tutte le sue cadute e i suoi dolori, i suoi appelli e le sue rivolte, tutto ciò che grida verso Dio, oggi, dalle terre di miseria o di guerra, nelle famiglie lacerate, nelle prigioni, sulle imbarcazioni sovraccariche di migranti.".

Quattordici stazioni che secondo la tradizione cristiana ripercorrono gli ultimi istanti della vita terrena di Gesù, dal processo fino alla deposizione dalla croce e la sepoltura nel sepolcro, sono state enunciate da varie figure, il primo tra i quali è stato il Card. "Il racconto della Passione di Cristo - aveva spiegato il frate cappuccino - è in sostanza il resoconto di una morte violenta, e notizie di morti violente non mancano quasi mai dai notiziari serali". E però "c'è speranza" perché sopra questa società liquida "sta la croce di Cristo".


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