Maresciallo dei carabinieri arrestato dai colleghi: "Vendeva la droga sequestrata"

Gli accertamenti degli uomini del Nucleo investigativo di Monza - e della Compagnia di Cassano - hanno consentito di portare alla luce uno specifico episodio. L'indagine partita nel novembre 2016 si è conclusa, in questa prima fase, con il suo arresto, dopo un' ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico a firma del Giudice per le indagini preliminari Natalia Imarisio del Tribunale di Milano. Nell'inchiesta non ci sarebbero altri carabinieri coinvolti: il maresciallo avrebbe agito dunque senza che gli altri militari sapessero nulla, anche se probabilmente qualcuno deve avere sospettato qualcosa facendo partire le indagini. Al momento gli inquirenti avrebbero acquisito elementi ed accertato un solo episodio che vedrebbe direttamente coinvolto il militare sanvitese, attualemente trasferito nel carcere di San Vittore.

Raimondo Manelli, 57 anni, in servizio a Cassano d'Adda e comandante del nucleo radiomobile, avrebbe sottratto e rivenduta la droga sequestrata durante le operazioni condotte dalla sua stessa squadra.

Firmava i verbali per dichiarare l'avvenuta distruzione della droga sequestrata, invece la rivendeva a due pusher in cambio di soldi. Nel frattempo, gli vengono contestati i reati di detenzione ai fini di spaccio, peculato, falso e corruzione.

Mentre il primo arrestato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Caserma dei Carabinieri di Sanremo, il secondo, visto anche l'ingente quantitativo di droga detenuto, è stato direttamente tradotto presso la Casa Circondariale di Imperia, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.


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