La delegazione consolare incontra Del Grande

A parlare è il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani. l colloquio si è svolto nel centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea della Turchia, dove il giornalista toscano è trattenuto. Ieri sera a Palazzo Santini l'aula consiliare ha approvato un ordine del giorno per chiedere al presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro degli esteri Alfano di adoperarsi per rendere il più veloce possibile il rilascio di Del Grande. Ci risulta stia bene e che stia facendo uno sciopero della fame nutrendosi solo di liquidi. Mentre la sorella di Gabriele, Elena Del Grande, ha iniziato la "staffetta del digiuno" per stare vicini simbolicamente al regista che aveva annunciato lo sciopero della fame nella telefonata alla compagna di martedì dopo 10 giorni in cui di Del Grande si erano perse le tracce. Anzi: "Non ci è stata data alcuna informazione su eventuali capi di imputazione nei confronti di Gabriele". La sua detenzione è del tutto illegale. E ha aggiunto: "Abbiamo chiesto di vedere il suo dossier, ci è stato negato". Inoltre lo stesso ministro degli esteri ha fatto sapere che prosegue il lavoro diplomatico per portare a una conclusione positiva di una detenzione che in ogni caso ha delle motivazioni che non possono permettere a un reporter di dover restare ancora in carcere. Lo ha detto all'Ansa l'avvocato turco di Gabriele Del Grande, Taner Kilic, dopo averlo incontrato.

La richiesta di aiuto da parte del blogger lucchese è arrivata due giorni fa. IL PADRE: CI HANNO DETTO CHE STA BENE "Ci hanno riferito che sta bene e attendiamo gli sviluppi dopo la visita del console di stamani, adesso siamo più tranquilli".

"La situazione è allarmante - afferma Menesini nella sua lettera ai sindaci - e deve farci riflettere su diritti che noi ormai consideriamo come assodati ma che non lo sono, evidentemente, nel Paese dove Del Grande è detenuto".

"Ci siamo coordinati con le autorità italiane fin dal primo momento, come facciamo in casi simili in cui la responsabilità principale è dello stato membro". "Questo sta già accadendo in modo discreto ma spero produttivo". "Spero che l'incontro possa andare in porto, che si possa parlare con lui e che nell'arco della prossima settimana torni a casa", ha detto il padre Massimo, dicendosi "preoccupato" per lo sciopero della fame annunciato dal figlio: "Non è stato arrestato, le autorità turche lo hanno fermato. Questo ci sembra un fatto abbastanza grave".

Queste le prime parole di Gabriele, blogger italiano bloccato in Turchia, al telefono con la moglie: 'Non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato'.


Popolare

COLLEGARE