Italia, triplicati in 10 anni i minori in povertà assoluta

È il dato che emerge dal nuovo rapporto sulla povertà educativa in Italia di Save the Children, presentato oggi in occasione del rilancio della campagna per il contrasto ad una problematica che sembra essere davvero radicata.

L'Italia rimane, dunque, indietro rispetto agli Stati dell'Unione europea, posizionandosi al quartultimo posto nella classifica dei Paesi per "early school leavers".

La Sicilia registra i tristi primati di percentuale più alta di minori in povertà relativa, il 40% dei bambini e ragazzi presenti sull'Isola, pari a 389mila su 2 milioni e 200 mila in Italia e di minori che abbandonano precocemente gli studi, 1 su 4 (24 %), ancora lontano da quel 14,7% della media italiana.

Inoltre, nonostante in Italia la percentuale di ragazzi che non raggiungono le competenze minime in matematica sia scesa di ben 10 punti percentuali, passando dal 33% del 2006 al 23% del 2015, il trend positivo si è arrestato negli ultimi 6 anni. Tutti dati che sono stabili se non peggiorati negli ultimi anni.

2010 al 2013 (passando dal 59 al 65%), attestandosi attualmente al 60%, in pratica tre su 5. Il tempo pieno è assente nel 68% delle classi nella scuola primaria e nell'85% nella secondaria: Basilicata, Lazio e Lombardia sono le regioni dove è più presente nelle scuole primarie (Molise e Sicilia i fanalini di coda), mentre per quanto riguarda le secondarie di primo grado la maglia nera spetta al Molise, seguito dall'Emilia Romagna; spicca anche in questo caso il "primato" della Basilicata, dove il tempo pieno è presente in 1 classe secondaria su 3; tre alunni su 5 frequentano istituti con infrastrutture inadeguate. Dal 3 al 9 aprile al via una settimana di mobilitazione con oltre 90 eventi e iniziative in tutta la Puglia, promosse da scuole, associazioni, enti, istituzioni culturali e realtà locali, per sensibilizzare sull'importanze della lotta alla povertà educativa.


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