Istat: in Italia 58.6 mln nel 2045

Con una distinzione importante: mentre nel Mezzogiorno il calo di popolazione sarà spalmato lungo l'intero periodo, il Centro-nord supererà i prossimi (quasi) trent'anni con un bilancio demografico ancora positivo, il declino della popolazione comincerà dal 2045.

L'Italia - secondo gli ultimi dati Istat - è un Paese sempre più vecchio: la vita si allunga, ma le nascite continueranno a non compensare i decessi. Nel dettaglio, l'Istituto di statistica calcola che nel 2045 la popolazione residente in Italia sarà pari a 58,6 milioni di persone e nel 2065 a 53,7 milioni. L'età media della popolazione passerà dagli attuali 44,7 a oltre 50 anni del 2065.

Tenendo conto delle variazioni dovute ad eventi demografici, le previsioni per il 2065 parlano infatti di una "forchetta" che oscilla tra i 46,1 ed i 61,5 milioni. L'Istat avverte della "profonda incertezza" riguardo questo tipo di previsioni ma è in grado di affermare che La quota di immigrati dall'estero, ad esempio, avrebbe già entro il 2025 un intervallo di confidenza di ampiezza pari a 144mila unità con limiti inferiore e superiore rispettivamente pari a 227 e 371 mila unità.

Il numero di residenti scenderà drasticamente soprattutto a causa del numero insufficiente di future nascite, che non riusciranno a compensare i decessi. Lo prevede l'Istat. In questo modo, nell'intervallo complessivo fino al 2065 immigreranno complessivamente in Italia 14,4 milioni di individui. La perdita rispetto al 2016 sarebbe di 2,1 milioni di residenti nel 2025 e di 7 milioni nel 2065. In pratica, nell'arco di pochi anni, gli Italiani potrebbero essere sette milioni in meno mentre entro il 2045 si dovrebbe raggiungere il picco negativo di coloro che sono in età lavorativa (ossia il 54,3 per cento).

Sempre dai dati Istat abbiamo isolato le previsioni a livello regionale costruendo un grafico che riguarda la sola Lombardia dove, addirittura, le previsioni indicano un aumento, seppur molto timido, della popolazione che passa da 10milioni fino a 10,5 per poi calare nuovamente fino a 10,2 milioni di abitanti. In totale sarebbero 6,7 milioni gli emigrati dall'Italia nell'intero arco di proiezione. A muoversi in rialzo, spiega l'Istat, sarà comunque anche la fecondità: da 1,34 a 1,59 figli per donna nel periodo 2016-2065 secondo lo scenario elaborato dall'istituto. Intorno a tale periodo il Mezzogiorno risulterebbe così l'area del Paese a più forte invecchiamento, con un'ulteriore prospettiva di aumento dell'età media che, pur decelerando, perverrebbe al livello di 51,6 anni entro il 2065. Tuttavia, l'incertezza aumenta lungo il periodo di previsione.

Si innalza la vita media degli italiani: se nel 2015, era pari a 90,1 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne nel 2065 crescerebbe fino a 86,1 anni per gli uomini e fino a 90,2 anni per le donne.


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