G7: Alfano, soluzione Siria è politica

Se dalle parole del ministro degli Esteri italiano, infatti, era emerso un atteggiamento positivo e unanime nei confronti di Mosca, il Segretario di Stato americano Tillerson lancia il monito a Putin: "La Russia deve finalmente decidere da che parte vuole stare: con i Paesi che la pensano come gli Stati Uniti o con quelli che si comportano allo stesso modo di Assad, dell'Iran o di Hezbollah". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, al termine della riunione straordinaria sulla Siria, a margine del G7 di Lucca, allargata ai Paesi del Golfo ed alla Turchia. Quanto all'ipotesi di nuove sanzioni emersa nella discussione di ieri, Alfano ha affermato che "ognuno ha espresso la propria opinione, ma mi pare prevalente la linea di coinvolgimento della Russia al fine di una concreta collaborazione che eviti un conflitto militare e avvii un processo politico".

FRANCIA: FUTURO SENZA ASSAD - Altro punto condiviso dai Paesi del G7 è che non può esserci alcuna soluzione politica in Siria finché il presidente siriano sarà Bachar al Assad. Con queste parole il ministro degli Esteri Angelino Alfano tira le somme sul G7 a Lucca nella conferenza stampa conclusiva del vertice. Dopo il raid chimico di Assad in Siria e l'attacco Usa alla base militare siriana, "il punto di inizio - aggiunge - non può che essere il cessate il fuoco, durevole, efficace e sincero da parte di tutte le parti politiche in campo". "Spero in una Siria senza Assad", ha detto Tillerson. Intanto, il titolare della Farnesina ha tentato un'opera di mediazione anche con l'altro grande alleato di Assad, la Repubblica islamica d'Iran, che chiede un'inchiesta indipendente sul presunto uso di armi chimiche in Siria.

Alfano ha ricordato che sulla questione "ci sono sensibilità diverse, e che (il ministro degli esteri britannico Boris) Johnson ha posto la questione, ma le sanzioni vanno considerate uno strumento per arrivare ad un obiettivo".

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DOPO TILLERSON VOLA A MOSCA - Il segretario di Stato americano ora volerà a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.

Intanto, nel contesto delle crescenti tensioni fra Stati Uniti e Russia, il Cremlino ha cancellato l'incontro fra Tillerson e il presidente Vladimir Putin, previsto in origine nei prossimi giorni.


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