Caso Bosia Mirra: "Nessun disonore. Vengano considerate le ragioni umanitarie"

La parlamentare è dunque stata ritenuta colpevole di ripetuta incitazione all'entrata, alla partenza e al soggiorno illegale secondo la Legge federale sugli stranieri, e condannata alla pena pecuniaria di 80 aliquote giornaliere (ogni aliquota varia da 30 a 3.000 franchi svizzeri a seconda del reddito).

Righini esprime il suo sostegno a Lisa Bosia Mirra, evidenziando come i fatti che le sono imputati "non disonorano la sua persona", e confida pienamente nella giustizia "i cui differenti gradi di giudizio garantiscono un corretto giudizio".

L'esecuzione della pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e nei suoi confronti comminata pure una multa, oltre al pagamento delle spese giudiziarie. Tutto è nato dopo che lo scorso settembre Lisa Bosia Mirra era stata fermata dalle Guardie di confine per aver collaborato all'entrata illegale in Svizzera di alcuni cittadini stranieri sprovvisti dei documenti necessari di legittimazione.

Il comitato PS Mendrisiotto si rifiuta quindi di considerare la granconsigliera "alla stregua di una trafficante di esseri umani", sottolineando che al gesto di Bosia Mirra "va applicata una lettura in chiave umanitaria e solidale". La consigliera ticinese stava infatti accompagnando in Svizzera quattro migranti africani ed in seguito alle indagini è stato appurato che non era la prima volta che accadeva perché tra l'agosto e il settembre 2016 Lisa Bosia Mirra ha compiuto nove di questi viaggi. Chi ha vissuto l'emergenza a Como ha visto con i propri occhi le conseguenze della brutalità della politica Europea prima ancora che degli aguzzini libici.

"Non mi dimetterò dal Gran Consiglio, almeno non fino alla condanna definitiva".


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