Bambini tra le vittime dei missili Usa

Perfino chi, come Salvini, ama entrambi, di fronte al bombardamento americano su Assad sceglie il dittatore siriano amico di Putin e si scaglia contro The Donald: "Questi missili sono un regalo all'Isis".

Durissima la reazione della Russia. Lo riporta Fox News.

La televisione di Stato siriana definisce il raid missilistico "un'aggressione" da parte degli Stati Uniti nei confronti della Siria. Lo ha annunciato il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, parlando con i giornalisti a Mar-a-Lago. Secondo l'intelligence statunitense si tratta della base aerea dalla quale è partito il raid che verso la città ribelle di Khan Sheikhoun nel quale hanno perso la vita almeno 86 civili (tra i quali diversi bambini). Lo afferma una fonte del Pentagono riportata da alcuni media americani. Inoltre tra Mosca e Damasco è in vigore un accordo e i sistemi delle contraeree russe devono rispondere soltanto dell'incolumità dei nostri soldati e degli impianti tecnologici.

Ma potrebbe anche essere il detonatore per una clamorosa svolta nella politica estera della nuova amministrazione, con la riesumazione della volontà di liberarsi di Assad, la rinuncia a qualsiasi collaborazione con la Russia per il raggiungimento di una soluzione diplomatica e un rimescolamento di alleanze sul terreno che renderebbe complicatissima una situazione già abbastanza complicata.

Per il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, l'uso delle armi chimiche "doveva avere una risposta".

"La responsabilità per questi sviluppi è del solo Assad" dichiarano la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande, dopo una telefonata seguita all'attacco: "Il ripetuto utilizzo di armi chimiche e i suoi crimini contro la propria popolazione reclamavano un sanziomanento".

Siria, l'Imam Breigheche: "Ora l'Europa non può più solo guardare". A sostegno dell'azione americana, si schierano anche i nemici storici del regime di Assad. L'Arabia Saudita dà il suo "pieno appoggio" all'attacco statunitense. Trascurando il tema dei rapporti con l'Unione (che, nella migliore ipotesi, continuano ad essere ispirati a una freddezza nemmeno sempre cortese), il fatto che nemmeno i tradizionali alleati di Washington siano stati informati dell'iniziativa è indicativo di come l'azione degli USA aspiri sempre più chiaramente a recuperare anche sul piano simbolico la sua autonomia.

Secondo la Sana, agenzia di stampa siriana, i morti per l'attacco americano ammonterebbero a 15, 6 militari oltre a 9 civili, di cui 4 bambini, poiché alcuni missili Tomahawk hanno colpito oltre la base di Shayrat anche i villaggi vicini distruggendo abitazioni civili. L'opposizione ha anche spiegato che l'aeroporto di Homs, da cui sarebbero partiti gli attacchi aerei siriani dei giorni scorsi, "era un centro per la produzione di barili di esplosivi e un luogo dotato di missili con sostanze chimiche". Un coro unanime di approvazione all'attacco, avvenuto senza l'autorizzazione del Congresso americano (per non parlare dell'Onu o della Nato) e nonostante Trump avesse basato la sua campagna elettorale su una politica estera non interventista; un coro da cui si distacca solo la Russia, principale alleato di Damasco, che l'ha definito una "azione irresponsabile". Mosca non registra invece vittime russe.


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