Alatri, uno dei fermati era stato scarcerato il giorno del delitto

Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, i due ragazzi fermati per l'omicidio di Emanuele Morganti, assassinato a suon di calci pugni e sprangate ad Alatri, sono stati posti in regime di isolamento nel carcere romano di Regina Coeli. Nel frattempo, l'avvocato dello stesso Castagnacci, Tony Ceccarelli, ha deciso di rinunciare all'incarico. "È stata una decisione autonoma, presa senza alcuna pressione", sottolinea il legale. Ed ecco che la dinamica non è più chiara come appariva nei giorni scorsi, quando si diceva che il pestaggio fosse stato fatto con una spranga di ferro o una chiave inglese. Castagnacci ha anche alcuni precedenti: nel 2011 era stato arrestato perché in possesso di 5 chili di hashish ed attualmente ha un procedimento in corso, sempre per traffico di stupefacenti. Il gip riconobbe la tesi difensiva del "consumo di gruppo" che portò alla scarcerazione-lampo di Castagnacci e di altri tre complici.

Svolta nelle indagini per l'omicidio di Alatri, dove il 20enne Emanuele Morganti è stato picchiato a morte fuori dal locale "Mirò" della cittadina in provincia di Frosinone. Per il Procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, ad armare le loro mani in quei 15 interminabili minuti di violenza consumatisi nella notte tra venerdì e sabato nella piazza di Alatri forse è stata una volontà di controllo del territorio, la volontà di mostrare a tutti "chi comanda".

E se loro due sono quelli che materialmente hanno provocato il decesso, sarà ulteriormente approfondita la posizione degli altri cinque indagati per rissa aggravata. "Ora impiccateli in piazza", tuona più di un utente Facebook sulla pagina che ricorda Emanuele. I due erano stati fermati dalle forze dell'ordine dopo il pestaggio, mentre si trovavano a casa di un parente a Roma.

"La vicenda è di una gravità spaventosa perché per motivi banali, una lite per una bevanda, si è arrivati alla morte di un ragazzo innocente e perbene". Resta uno zio a parlare del nipote omicida: "È assurdo, non riesco ancora a crederci". Non meritavi tutto questo, non hai fatto niente di male. Qualcuno dice sia un albanese che vive nel Casermone di Frosinone, altri D.P., italiano, vuol esser servito subito e vuol pagare solo due euro, sgomita, battibecca con la barista, si appoggia a Emanuele, lo spinge, lo urta. Spintoni, botte e sputi fino ai colpi di spranga in testa che lo hanno ucciso.

Castagnacci era stato arrestato a Roma per droga il giorno prima. Al Policlinico Umberto Primo lo hanno operato e ricoverato in rianimazione.


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