Addio a Piero Ottone, maestro di giornalismo

Nato a Genova nel '24 comincia presto a frequentare i giornali, prima "Il Corriere Ligure" poi, nel '45, "La Gazzetta del Popolo" diretta da Massimo Caputo.

E in effetti in poche parole l'ex direttore de "la Repubblica" ha condensato una vita straordinaria.

Ad annunciare la scomparsa di Ottone, morto nella sua casa di Camogli (in Liguria), è stato l'ex direttore de 'La Repubblica' Ezio Mauro, che ha pubblicato un tweet in suo ricordo: "Ciao a Piero Ottone, lo stile nel giornalismo e nella vita".

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Ospiti in vantaggio al 28' del primo tempo, con una fortunosa deviazione di Schick su conclusione di Silvestre . Inesistente la reazione della Sampdoria che resta a 45 punti.

"Di me si ricorderà soltanto che ho fatto scrivere Pasolini in prima pagina e che ho licenziato Montanelli". Negli anni '50 avviene il passaggio al Corriere della Sera, come corrispondente da Mosca e inviato speciale, fino alla promozione a caporedattore. Dal 1968 al 1972 fu direttore del Secolo XIX, poi tornò alla guida del Corriere della Sera, al posto di Giovanni Spadolini, voluto dalla proprietaria Giulia Maria Crespi.

Negli ultimi anni della sua lunga carriera è stato editorialista per Repubblica, tenendo fino a poco tempo fa la rubrica "Vizi e Virtù" sul settimanale Il Venerdì.

Rivale di Montanelli "La sua direzione del Corriere della Sera appartiene all'Albo d'oro del giornalismo italiano". "Si è distinto, fin da giovane, tra i colleghi del suo tempo". Fu allora che andrò in scena lo scontro con Indro Montanelli, contrario alla "svolta a sinistra" impressa al quotidiano storicamente borghese. Con lo scrittore ebbe in realtà pochissimi contatti diretti: una volta gli telefonò per dirgli che preferiva non pubblicare un articolo che poteva dar luogo a problemi legali e Pasolini lo ritirò tranquillamente. "Questo in Italia non è mai accaduto".


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