Ungheria sotto assedio, sì al carcere per tutti i richiedenti asilo

La nuova legge impone che tutti i richiedenti asilo siano confinati in appositi campi profughi gestiti dal governo per tutto il tempo necessario ad esaminare la loro richiesta.

Si reintroduce così la pratica di arrestare i richiedenti asilo, sospesa nel 2013 su pressioni di Bruxelles, dell'Unhcr e della Corte europea dei diritti umani.

La legge approvata ieri è solo l'ultima di una serie di misure molto restrittive nei confronti di migranti e richiedenti asilo.

Sul fatto che spesso i terroristi sfruttano l'ondata migratoria per nascondersi tra i richiedenti asilo che fuggono in Europa, è utile in questa sede ricordare gli allarmi sul punto lanciati anche da organismi come Frontex (l'agenzia di controllo delle frontiere esterne dell'Ue, che si era pronunciata in tal senso nel Rapporto sull'Analisi dei rischi del 2016) e dal comandante della Nato in Europa Philip Breedlove, secondo cui (la dichiarazione è del marzo 2016) "nel flusso quotidiano di rifugiati ci sono terroristi, criminali e foreign fighters". La legge è stata adottata con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. Lazar ha detto che la nuova "recinzione intelligente" migliora le qualità tecniche rispetto al recinto di filo spinato già esistente lungo il confine ungherese con Serbia e Croazia.

Il voto arriva dopo che lo stesso primo ministro, presentando la norma, aveva detto che "i migranti hanno cinto d'assedio la nostra patria e l'interruzione o forte calo degli arrivi" riscontrato in questo periodo "è temporaneo".

Una decisione che ha suscitato grandi preoccupazioni nelle associazioni che si battono a difesa dei diritti umani. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha espresso grande preoccupazione sottolineando che "vengono violati gli obblighi dell'Ungheria in seno al diritto internazionale e a quello dell'Unione europea, e la legge avrà un impatto terribile, tanto sul piano fisico quanto su quello psicologico, su donne, minori e uomini che hanno già patito enormi sofferenze".


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