Ue, Gentiloni: "Non ci sarà mai un'Europa di serie A o B"

"Dobbiamo impedire il rischio di costruire nuovi muri". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo al Parlamento Europeo, in sessione plenaria a Strasburgo, nel dibattito sulle conclusioni del vertice del 9 e 10 marzo scorsi, in vista della Dichiarazione di Roma del 25 marzo. "Viviamo uno dei momenti più difficili dell'Europa", ha concluso.

Poi le rassicurazioni ai paesi dell'Est Europa che le cooperazioni rafforzate "non porteranno mai a un'Europa di serie A e a un'Europa di serie B, a un'Europa dei piccoli e un 'Europa dei grandi paesi, una dell'Est e una dell'Ovest".

Rimettere l'Europa sociale al centro delle politiche Ue Le difficoltà, del resto, sono esemplificate dalla Brexit ma anche dalla crisi economica "che non è affatto alle nostre spalle" perché "se non usciamo dalla crisi e non riduciamo i livelli di disoccupazione giovanile non ci sarà fiducia nell'Unione europea". "Un'Europa ferma è un'Europa destinata a tornare indietro", ha aggiunto Gentiloni. A differenza di quanto ipotizzato dalla Cancelliera Angela Merkel, che qualche mese fa aveva ipotizzato un'Europa a due velocità, Gentiloni ritiene che ogni Paese abbia "il proprio livello di ambizione, tutti possono scegliere di partecipare, possono farlo adesso o potranno farlo in futuro, tutti saranno coinvolti nel progetto comune". Crisi che investe anche le risposte comuni alla crisi dei migranti almeno fintanto che non sarà effettivamente condiviso "l'impegno per garantire sicurezza alle frontiere e la gestione dei flussi migratori: se i Paesi che sono in prima fila vengono lasciati soli non ci sarà fiducia nel futuro dell'Unione".


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