Spalletti contro Pallotta: guerra senza esclusione di colpi

In primo luogo non mi permetterei mai di criticare Spalletti pubblicamente, è sciocco che volessi muovere delle critiche pubblicamente al mister. Indizi a orologeria che si susseguono uno dietro l'altro: l'attacco netto di James Pallotta, l'interesse della Juventus e i nuovi screzi con Totti.

Mal di schiena - Comunque sia, qualcosa che non quadra c'è perché se Francesco Totti non fosse stato in condizioni di scendere in campo, Luciano Spalletti lo avrebbe dovuto lasciare a casa. Messaggio chiaro, pungente. Quasi il copione di un film con un finale (la rottura dell'allenatore con tutto l'ambiente) già scritto.

Luciano Spalletti al termine del match vinto contro il Palermo, ha commentato così l'episodio che ha visto protagonista il numero 10 della Roma: "Questo per me è un tasto sempre difficile e delicato, non voglio dire nulla perché se no si crea un processo". Le ultime dichiarazioni di Pallotta, che ha attaccato non troppo velatamente, l'allenatore toscano, fanno presagire un divorzio (quasi annunciato) a fine anno. La battaglia con la società è iniziata. Totti ha detto no per entrare? Ho fatto un favore a non firmare ancora e secondo me la Roma è contenta così. Suggestiva l'idea Pep Guardiola che al Manchester City non sta trovando l'amore che si sarebbe aspettato e che pure lui con la Roma ha giocato da calciatore.

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Negli ultimi il gruppo era finito in amministrazione speciale straordinaria. Un'inchiesta giudiziaria per bancarotta è in corso.

Sui singoli: "Volevo che Salah ed El Shaarawy giocassero fra le linee in velocità, ma si poteva fare anche meglio". Attenzione poi al nome di Unai Emery che piace molto ai giallorossi e che si avvicina anche a quel Monchi che potrebbe essere il nuovo direttore sportivo. "Mi piacciono molti giocatori giovani che abbiamo".

"Secondo me bisogna rispondere in un solo modo: il presidente voleva difendere i giocatori, magari mettendo in discussione l'operato del tecnico". Le cose cambiano velocemente nel calcio e se perdo ancora giusto che vada via.

All'una in punto la telefonata a Roma Radio per provare a rimettere insieme i pezzi: "Sono sorpreso di come a Roma si tenda ad estrapolare le parole dal contesto, mi attaccano come Trump qui negli Stati Uniti".


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