Sole 24 Ore, il perito era lo stesso della BpVi

Infine, dopo aver sottolineato come nel gruppo esistesse un problema di "governance", con "la sovrapposizione di funzioni tra Benedini e Treu e il ruolo preponderante del direttore editoriale del quotidiano Napoletano, sempre presente a tutti i Cda pur non essendo componente dello stesso e in grado di condizionare fortemente i lavori e le scelte gestionali", i magistrati mettono in luce come l'indagine stia accertando altri aspetti di "mala gestio" del gruppo, altri arricchimenti non giustificati, altre società dietro cui si muovono personaggi da identificare, artefici di operazioni poco chiare.

Nella mattinata di venerdì la Guardia di Finanza, sotto richiesta della Procura di Milano, ha effettuato una perquisizione all'interno dell'ufficio di Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, sancendo così la fine dell'era di splendore del giornale di Confindustria. Ora i Giornalisti del giornale economico hanno proclamato uno sciopero ad oltranza, in seguito ad un'assemblea straordinaria in cui nella votazione sono stati contati 142 si, 4 no e 10 astenuti, fino alle dimissioni del Direttore indagato. Nel decreto di perquisizione, si parla di "gravi anomalie" nell' andamento "economico della società", si legge di "vendite" di copie digitali "enfatizzate" ma "false" tanto che una parte "significativa di copie" cartacee sarebbe finita "dritta al macero".

(Teleborsa) - Dieci persone indagate per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita di circa 3 milioni di euro. Anche con un comunicato del marzo 2016, relativo al bilancio 2015, ritenuto dagli investigatori "falso", perché gonfiato da copie "fantasma". In questo secondo filone i fari si puntano sulla società Di Source Limited, che avrebbe aumentato gli abbonamenti digitali.

Nel secondo filone, che scandaglia il rapporto tra il gruppo del Sole 24 Ore e la società inglese Di Source Limited (incaricata di raccogliere e attivare gli abbonamenti digitali) sono indagati - "per l'ipotesi di reato di "appropriazione indebita" (complessivamente sinora stimata in poco meno di 3 milioni di euro), aggiunge il Corriere della Sera - l'ex direttore dell'area digitale del gruppo Sole 24 Ore, Stefano Quintarelli, attuale deputato eletto nella lista Scelta Civica per l'Italia; l'ex direttore finanziario del gruppo editoriale, Massimo Arioli; l'ex direttore dell'area vendite, Alberto Biella; Filippo Beltramini, direttore di una società inglese (Fleet Street News Ltd) interamente controllata da Di Source Limited, e responsabile dei rapporti con i clienti italiani della Di Source; il commercialista Stefano Poretti; e il fratello del deputato ex montiano, l'imprenditore Giovanni Quintarelli".

Per la procura si tratterebbe di account fittizi attivati ad hoc per gonfiare il bilancio della casa editrice in piena crisi economica. "Confindustria, nella sua qualità di azionista di maggioranza del Gruppo, valuterà tutte le azioni necessarie a tutela propria e degli altri azionisti".


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