Romeo, un'altra indagine a Napoli per corruzione

Oggi i carabinieri hanno eseguito perquisizioni al Palazzo di Giustizia di Napoli con particolare riferimento all'ufficio del direttore generale per la gestione e manutenzione del Palazzo di Giustizia di Napoli Emanuela Caldarera che risulta indagata per corruzione in concorso con Romeo. Gli inquirenti ritengono che il dirigente abbia ottenuto da Romeo l'assunzione della figlia presso una delle sue società in cambio del pagamento di alcune fatture alla Romeo Gestioni che erano state bloccate dal dirigente precedente.

In accordo con quanto riportato da IlFattoQuotidiano.it, i fatti contestati al direttore generale per la gestione e la manutenzione del Palazzo di Giustizia di Napoli si riferirebbero al periodo tra il mese di ottobre ed il novembre dello scorso anno.

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Per poi aggiungere: "La persona sbagliata vede [il video] e si fa l'idea sbagliata, può nascerne un problema vero". Non l'avrei accettato nemmeno se ci fosse stato il presidente Obama: "non è divertente, non è artistico".

Una nuova accusa di corruzione per Alfredo Romeo, imprenditore in carcere per aver pagato un dirigente Consip e il cui nome è collegato a quello del ministro dello Sport, Luca Lotti, accusato di rivelazione del segreto istruttorio. Lo afferma in un comunicato l'Ufficio Stampa del Dicastero di via Arenula in merito alle operazioni giudiziarie avvenute al Palazzo di Giustizia di Napoli e che hanno visto coinvolto un dirigente del Ministero della Giustizia. Tra questi, quello di direttore generale delle Risorse Materiali dei Beni e dei Servizi nel dipartimento per la Giustizia Minorile e quello di direttore dell'Ufficio II della Direzione Generale delle Risorse Materiali, dei Beni e dei Servizi nell'ambito del dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi.


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