Quattro italiani piegano Facebook, responsabile di violazione di copyright e concorrenza sleale

L'applicazione stabilisce la posizione geografica dell'utente e segnala ristoranti, negozi, locali di interesse, si basa sui giudizi dei conoscenti e li visualizza sulla mappa.

"Concorrenza sleale e violazione del diritto d'autore", l'accusa mossa dalla piccola azienda di Cassina de Pecchi, alle porte di Milano, al gigante Usa, che avrebbe sfruttato l'idea dei quattro giovani sviluppatori per crearne una del tutto simile, ma disponibile direttamente accedendo alle funzionalità del programma di Zuckerberg.

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Per Maria De Filippi , desiderosa di proporre una seconda edizione del trono gay , non è certamente un buon incoraggiamento. I motivi dell'addio non sono ancora stati resi noti ma ad aggiungere nuovi particolari alla questione è Valentina Vignali .

Con sentenza n. 9549 del 1° Agosto 2016, il Tribunale di Milano ha accertato la responsabilità delle società Facebook S.r.l., Facebook Inc. e Facebook Ireland LTD per atti di concorrenza sleale nei confronti di Business Competence S.r.l. e per violazioni del diritto di autore sulla banca dati rappresentata dall'applicazione "Faround" della stessa Business Competence S.r.l. La software house Business Competence, che ha sede proprio nel piccolo centro del milanese, ha sconfitto Facebook in tribunale. Tra gli elementi utilizzati dai giudici per sottolineare il plagio da parte della piattaforma blu il tempo ravvicinato tra il giorno in cui gli italiani hanno presentato agli americani il prototipo di Faround ed il lancio da parte di Facebook dell'app clone, avvenuto pochi mesi più tardi.

Il colosso ha quindi dovuto rimuovere Nearby dagli store per non pagare la mora da 5000 euro giornalieri all'azienda italiana, mentre una seconda causa non ancora terminata stabilirà il risarcimento che Zuckerberg dovrà favorire ai quattro ragazzi del Belpaese. Ma intanto la piccola Business competence si è portata sul 2-0, perché nei giorni scorsi il giudice ha rigettato la richiesta di sospensiva, facendo diventare esecutiva la sentenza di primo grado. Le sue ultime piattaforme digitali sono Dogalize (Il social network per gli amanti dei cani e gatti) e Swascan (la prima piattaforma di IT Security in Cloud).


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