Morto John Surtees, leggenda di moto e Formula 1

Nella giornata odierna il mondo dei motori ha perso una figura di spicco: è deceduto in un ospedale di Londra, John Surtees, unico pilota della storia in grado di aver vinto un titolo mondiale sia in Formula 1 che nel motomondiale. Il primo amore è quello per le due ruote e nel 1960, quando ha 26 anni, ha già conquistato 3 titoli nella classe 350, ma è l " approdo alla Mv Agusta, avvenuto nel 1956, a segnare la svolta: il britannico diventa campione al primo tentativo, guadagna un terzo posto la stagione seguente prima del dominio assoluto.

IL COMUNICATO DELLA FAMIGLIA John Surtees era stato ricoverato, a febbraio, in ospedale per alcuni problemi respiratori ed era rimasto in terapia intensiva, come confermato dal comunicato ufficiale emesso dalla sua famiglia: "È con grande tristezza che annunciamo la morte del nostro marito e padre, John Surtees".

Proprio nel 1960 Surtees iniziò a correre anche con le automobili: dopo l'accordo nel 1962 con la Ferrari, il britannico vinse con la Rossa il mondiale di Formula 1 nel 1964 per poi ripetersi negli anni successivi anche nel campionato americano CanAm. John era un amorevole marito, padre, fratello e amico.

Acuto di Sagan alla Tirreno-Adriatico
Ma Thomas scatta subito dopo portandosi dietro Jungels, la maglia azzurra Caruso e Jonathan Castroviejo (Movistar). Non credevo sarei riuscito resistere fino a quando ho visto di essere ai 150 metri: sono felice di aver vinto.

Legato al mondo dei motori non c'è però solo la sua vita sportiva piena di successi, ma anche la morte di suo figlio Herny Surtees, avvenuta il 19 Luglio 2009 durante una gara di Formula2 e causata dal distaccarsi di uno pneumatico da una vettura che lo precedeva che lo ha colpito dritto sul casco. E' morto con al suo fianco la moglie e i suoi figli.

"Grazie anche a tutti coloro che hanno inviato i loro messaggi di sostegno nelle ultime settimane".

Se ne va uno degli ultimi pezzi di quella F1 eroica, fatta di uomini normali che si ritrovavano in pista e speravano sempre di poter rivedere la famiglia al rientro dalle corse.


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