Mattarella, abbiamo bisogno di pace nelle istituzioni

Assume grande significato, a questo riguardo, l'approvazione alla Camera, all'unanimità, del provvedimento che assicura un futuro di dignità e speranza ai figli delle donne uccise dai propri compagni o ex compagni. E' la sollecitazione giunta da Sergio Mattarella durante le celebrazioni dell'8 marzo.

"Sono ben consapevole che le donne, non solo in Italia, danno alla società più di quanto ricevono in cambio".

Il presidente della Repubblica ha chiesto un impegno in più " per promuovere il lavoro e la partecipazione femminile, in tutti i settori.

"Dobbiamo garantire alle donne -ha aggiunto il Capo dello Stato- la piena contabilità tra la cura della famiglia, che è una funzione essenziale per lo sviluppo ordinato di un Paese, e l'attività professionale".

Per Mattarella c'e' poi "l'obbligo, oltre che un reale interesse" a rimuovere tutti quegli ostacoli che "impediscono a tante donne di raggiungere livelli apicali e parita' di retribuzioni". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo dal Quirinale, in occasione della Giornata internazionale della Donna. Per Mattarella "coraggio, tenacia, pazienza" e "lungimiranza" sono "le caratteristiche necessarie per costruire la pace". Le donne le possiedono. Per giungere alla pace serve il dialogo e la costruzione di reti tutte attitudini su cui la donna e' quotidianamente portata e infatti "dove vie e' impegno e forte presenza delle donne, raggiungere obiettivi di pace diviene piu' agevole". Anche gli uomini devono - dobbiamo - sapersi mettere in discussione, rinunciare a ogni forma di riserva mentale. Molte le ospiti ricevute al Colle, in particolare appunto donne in divisa impegnate nei teatri di guerra in giro per il mondo, impegnante soprattutto a portare avanti i processi di pace. "Una pace certo che non sia solo il frutto di un temporaneo e precario cessate il fuoco" dice il capo dello Stato davanti a una platea numerosa non solo di donne delle istituzioni italiane, come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, ed europee, come l'Alta Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, ma anche studenti e persone della società civile che hanno raccontato la loro storia di donna a 360 gradi. Perché - prendo ancora in prestito parole di Malala - il mondo "non potrà conoscere il successo, se la metà del genere umano è tenuta indietro".


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