Mancano risorse, esposto delle province

Un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica e Prefettura di Modena e alla Corte dei conti di Bologna sulla situazione finanziaria della Provincia è stato inviato da Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, giovedì 16 marzo, aderendo, come proposto dall'Unione delle Province d'Italia (Upi), ad analoghe iniziative da parte di tutti i presidenti delle Province italiane in vista del Consiglio dei ministri del 24 marzo.

Terni e Perugia aderiscono Piena adesione alla 'Settimana della mobilitazione nazionale per diritti e sicurezza cittadini', indetta dall'Upi, anche dal presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi: "Le comunità e le amministrazioni dello Stato devono essere messe a piena conoscenza della situazione". Le Province garantiscono servizi da cui dipende la stessa sicurezza dei cittadini: "non aspettiamo le tragedie per intervenire.". E' lo stesso Mazzola a spiegare il suo gesto: "A fronte della situazione finanziaria gravissima che si trovano ad affrontare le Province, per certi versi, paradossale anche sul piano istituzionale, la mancata previsione di un adeguato finanziamento costituisce una violazione dell'art".

Pertanto, è necessario che lo Stato si assuma le proprie responsabilità: dato che le Province restano, come decretato dall'esito del referendum del 4 dicembre 2016, che ne ha bocciato la modifica costituzionale, devono avere le adeguate risorse per le funzioni che sono chiamate a svolgere.

"Le condizioni in cui si trovano le Province non sono più sostenibili." - commenta Giammaria Manghi, Presidente di UPI Emilia-Romagna e Presidente della Provincia di Reggio Emilia - "La legge 56 ci ha affidato una serie di funzioni fondamentali, ma la programmazione finanziaria dello Stato non ci ha attribuito le risorse per farvi fronte e, in primis, dobbiamo risponderne ai cittadini". È l'ultimo atto della protesta nazionale che le Province stanno promuovendo ormai da giorni.

"I cittadini - sottolinea Muzzarelli - hanno diritto a strade e scuole sicure, ma con questi prelievi forzosi, un autentico federalismo al contrario, non siamo nelle condizioni di approvare un bilancio e di garantire l'erogazione dei servizi". Il Sose, società per azioni creata dal ministero dell'Economia e dalla Banca d'Italia per l'elaborazione degli studi di settore, ha certificato che alle Province mancano attualmente 651 milioni per la spesa corrente. "Abbiamo chiesto un decreto legge urgente per avere risorse indispensabili per poter dare servizi". Quanto all'esposto, la mossa sarebbe una sorta di auto-tutela in caso di calamità, visto che "si tengono aperte scuole e strade provinciali che non possono essere chiuse, per evitare di isolare intere frazioni, ma che da tempo non vedono le necessarie ristrutturazioni".

STOP ALLA DEMAGOGIA. Variati ha lanciato un appello al premier Gentiloni: "Presidente, non aspetti un'ulteriore disgrazia, smettiamola con la demagogia sulle Province. Dal Governo infatti abbiamo avuto la promessa di un decreto ma sull'entità non vi è alcuna certezza".


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