Locri, scritte contro don Ciotti. Studenti di Sondrio: "No alla mafia"

Nel corso della cerimonia sono stati letti gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie.

"Esprimiamo indignazione per quanto accaduto a Locri e piena solidarietà a Don Luigi Ciotti e a Monsignor Francesco Oliva". Ma qui serve lavoro onesto, che non tolga la dignità e non nasca dalla sottomissione.

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Sul caso si è attivato il ministero dell'Istruzione , provvedendo agli opportuni accertamenti tramite l'Ufficio Scolastico regionale, per far sì che sia al più presto trovata una soluzione.

'Più lavoro meno sbirri' è una delle scritte comparse a Locri. Questi vili messaggi - dice ancora - vili perché anonimi, sono comunque un segno che l'impegno concreto dà fastidio. Risveglia le coscienze, fa vedere un'alternativa alla rassegnazione e al silenzio.

"Questa Chiesa e tutte le Chiese di Calabria condividono la sofferenza dei tanti familiari delle vittime delle mafie". Il problema è che quel "lavoro" che manca è frutto, in primo luogo, di una situazione che si è incancrenita negli anni e che vede il sistema istituzionale, politico, imprenditoriale e sociale colluso, almeno in parte, con chi ritiene di imporre le proprie ragioni usando la violenza. "Quello che vogliamo è un lavoro degno - spiega il vescovo - che rispetti i diritti degli operai, non il lavoro per il quale si ricorre al capo pastore o al capo cantoniere o al boss di turno". Mons. Oliva, infine, richiama "i segnali che sono partiti dalla nostra diocesi attraverso il lavoro delle cooperative". Lo stato è sempre più presente in queste terre martoriate dalle criminalità, diverse tra loro, ma unite nell'oppressione dei territori che controllano. Così il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho ha commentato con l'ANSA le scritte apparse sul Vescovado di Locri. Ed è necessario impegno per sconfiggere una piaga che ormai attraversa tutto il Paese. "Cominciamo a denunciare per far sì che la 'ndrangheta smetta di ostacolare lo sviluppo in maniera ignorante". Credo che queste scritte giustifichino la bontà della scelta che abbiamo fatto. È tipico della 'ndrangheta "criticare le migliori iniziative, come quella di questi giorni, che collegano la Calabria al resto d'Italia", spiega il procuratore. Molte storie, ha sottolineato Marcone, non hanno avuto la risposta della giustizia, "ma questo non ci ha impedito di estare al fianco delle istituzioni per continuare a cercarla". Ciò ha sopraddetto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Locri all'appuntamento nonostante i familiari delle vittime trovatelli a motivo di cosa nostra, nel passaggio della Giorno della rimembranza. La redazione, pertanto, non è da considerarsi necessariamente in linea con gli stessi.


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